Quando si parla di pellegrinaggi si pensa subito al Cammino di Santiago di Compostela. Ma c’\u00e8 un altro pellegrinaggio, meno conosciuto ma altrettanto affascinante, che si nasconde tra le meraviglie del Giappone: il cammino degli 88 Templi<\/strong>. Questo percorso unico nel suo genere si trova nello Shikoku<\/a>, <\/strong>una delle principali isole del Giappone, ed \u00e8 un vero e proprio gioiello nascosto.<\/p>\n\n\n
Shikoku, spesso trascurata dai turisti, offre paesaggi che tolgono il fiato: foreste verdi e rigogliose, colline dolcemente ondulate e coste spettacolari che sembrano uscite da un dipinto. Lungo il pellegrinaggio, si incontrano villaggi pittoreschi dove il tempo sembra essersi fermato, sorgenti termali dove rilassarsi dopo una lunga giornata di cammino e festival locali che esplodono di colori e tradizioni.<\/p>\n\n\n\n
Percorrere i circa 1200 km di questo antico itinerario \u00e8 un\u2019esperienza che va oltre la semplice visita turistica. Ogni tempio racconta una storia, ogni sentiero rivela un angolo di natura incontaminata, e ogni incontro con la gente del posto e con gli altri pellegrini arricchisce il viaggio con un tocco di autenticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n
Il cammino dello Shikoku, conosciuto anche come Shikoku Henro <\/strong>(\u56db\u56fd\u904d\u8def) o Pellegrinaggio degli 88 Templi<\/strong>, \u00e8 un percorso circolare che si snoda attraverso le quattro prefetture dell\u2019isola e comprende, appunto, 88 templi unici. Le radici di questo pellegrinaggio affondano in una storia antica di circa 1200 anni. Si dice che il monaco Kukai<\/strong><\/a> <\/strong>abbia percorso queste terre, forgiando la sua spiritualit\u00e0 e lasciando ai posteri il cammino che oggi conosciamo.<\/p>\n\n\n\n
Kukai (774-835), noto anche come Kobo Daishi<\/strong>, \u00e8 il fondatore della scuola buddista Shingon. Nel 812, Kukai fu ufficialmente riconosciuto come “<\/em>Maestro del Buddismo Esoterico” in Giappone. Pochi anni dopo, stabil\u00ec il centro di ritrovo e studio del buddismo Shingon sul sacro Monte Koya<\/a>, nella prefettura di Wakayama. La leggenda narra che ancora oggi Kukai sia in uno stato di profonda meditazione e che risieda sul Monte Koya, meta finale del pellegrinaggio degli 88 Templi.<\/p>\n\n\n\n
Il percorso si sviluppa attraverso le quattro prefetture dello Shikoku: Tokushima, Kochi, Ehime e Kagawa; ognuna rappresenta una fase spirituale del cammino.<\/p>\n\n\n\n
In Giappone, chiunque pu\u00f2 diventare un pellegrino, non ci sono discriminazioni di nazionalit\u00e0 o religione. Il Pellegrinaggio degli 88 Templi di Shikoku accoglie tutti con le sue antiche vie e i suoi templi sacri. Ci sono diversi modi per affrontare questo percorso. Molti pellegrini scelgono il jun-uchi<\/em><\/strong>, il metodo tradizionale, partendo dal tempio numero 1 e procedendo in ordine fino al tempio numero 88. Altri optano per il gyaku-uchi<\/em><\/strong>, il pellegrinaggio al contrario, iniziando dal tempio numero 88 e arrivando al tempio numero 1. Si dice che questo metodo sia particolarmente potente durante gli anni bisestili, portando fortuna e benedizioni speciali a chi lo intraprende.<\/p>\n\n\n\n
Per alcuni, il pellegrinaggio \u00e8 un viaggio da completare tutto in una volta, un\u2019esperienza intensa e trasformativa conosciuta come toshi-uchi<\/em><\/strong>. Altri preferiscono un approccio pi\u00f9 diluito, completando il percorso poco a poco, metodo chiamato kugiri-uchi<\/em><\/strong>, che consente di esplorare il pellegrinaggio in pi\u00f9 tappe, magari ritornando anno dopo anno.<\/p>\n\n\n\n
La verit\u00e0 \u00e8 che non esiste un modo giusto o sbagliato per affrontare questo affascinante cammino. Ogni persona trova il proprio ritmo e la propria via, scoprendo che il pellegrinaggio \u00e8 tanto un viaggio interiore quanto un\u2019avventura di scoperta dell’incantevole isola di Shikoku.<\/p>\n\n\n\n
Il pellegrinaggio pu\u00f2 essere affrontato in diversi modi: a piedi, in bicicletta, in auto, utilizzando i mezzi pubblici o una combinazione dei precedenti. Ogni metodo offre una prospettiva unica e richiede una preparazione adeguata.
Camminare \u00e8 il modo tradizionale, un\u2019esperienza immersiva che pu\u00f2 richiedere dai 40 ai 60 giorni di cammino, permettendo di assaporare ogni passo del viaggio. Noleggiare un\u2019auto invece consente di completare il percorso in circa 10-15 giorni, offrendo maggiore flessibilit\u00e0 e velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n
I mesi migliori per intraprendere questo percorso sono marzo, aprile, maggio, ottobre e novembre. Durante queste stagioni, il clima \u00e8 generalmente mite e piacevole, ideale per esplorare l\u2019isola. Tuttavia, il tempo atmosferico dello Shikoku varia notevolmente da una parte all\u2019altra dell\u2019isola. La sezione del percorso che segue la costa del Mare Interno di Seto \u00e8 meno soggetta a precipitazioni, offrendo un clima pi\u00f9 stabile rispetto alla parte sull\u2019Oceano Pacifico. Se decidete di camminare, \u00e8 importante considerare che l\u2019estate giapponese porta con s\u00e9 temperature molto elevate e un alto tasso di umidit\u00e0, rendendo il viaggio particolarmente impegnativo. In autunno, invece, si possono incontrare dei tifoni<\/a>, poich\u00e9 \u00e8 la stagione in cui sono pi\u00f9 frequenti.<\/p>\n\n\n\n
I pellegrini sono chiamati Ohenro-san<\/strong> (\u304a\u904d\u8def\u3055\u3093) e generalmente si riconoscono dall\u2019abbigliamento, anche se non tutti decidono di utilizzare quello tradizionale.<\/p>\n\n\n
La prima cosa che solitamente si nota \u00e8 il classico cappello conico di paglia chiamato sugegasa<\/em><\/strong>, ottimo per proteggere dagli eventi atmosferici come pioggia e sole. Tra i vestiti tradizionali spiccano lo hakui<\/em><\/strong>, ovvero la veste, e la stola chiamata wagesa<\/em><\/strong>. Vari sono gli accessori usati dai pellegrini e sono solitamente contenuti all\u2019interno di una piccola borsa a tracolla chiamata zadabukuro<\/em><\/strong>. Tra questi oggetti troviamo jirei<\/em><\/strong>, una campanella suonata alla fine di ogni sutra, il rosario buddista juzu<\/em><\/strong>, il bastone del pellegrino kongotsue<\/em><\/strong>. Quest\u2019ultimo si dice essere la personificazione di Kukai che guida la strada del pellegrino.<\/p>\n\n\n\n
Per ogni tempio \u00e8 possibile ottenere un sigillo ufficiale (goshuin<\/em>) che attesta la visita. Questo viene solitamente scritto all\u2019interno del nokyocho<\/em>, il quaderno del pellegrinaggio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n
I pellegrini sono accolti con calore e rispetto dagli abitanti dello Shikoku, infatti una forma tradizionale di cortesia \u00e8 l\u2019osettai<\/em><\/strong>. Osettai \u00e8 un piccolo dono, come degli snack, della frutta o da bere. Ricevere un osettai non solo \u00e8 solo una forma di cortesia ma un incoraggiamento per mantenere alta la motivazione in un percorso cos\u00ec impegnativo. A noi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte di ricevere un osettai e posso confermare che fa la differenza. Si crede inoltre che questo gesto sia anche un atto spirituale di condivisione del percorso da parte di chi lo offre.<\/p>\n\n\n
Durante la visita ai templi, \u00e8 consigliato seguire una serie di gesti e rituali, anche se non sono obbligatori, per onorare la tradizione e arricchire l\u2019esperienza spirituale:<\/p>\n\n\n\n
Ci sono diversi tipi di alloggi disponibili, ryokan, hotel, guest house, e in alcuni casi prevedono colazione e cena. Per rendere ancora pi\u00f9 unica questa esperienza \u00e8 possibile alloggiare presso alcuni templi, una pratica chiamata shukubo<\/em><\/strong>. Le stanze possono essere individuali oppure per gruppi con bagni in comune. Solitamente nel tempio principale, la sera o la mattina presto si tiene il rito di preghiera buddista e gli ospiti sono incoraggiati a parteciparvi.<\/p>\n\n\n
Un\u2019alternativa divertente \u00e8 quella di viaggiare in minivan come abbiamo fatto noi. Questo ci ha permesso non solo di esplorare la natura incontaminata di quest\u2019isola ma anche di forgiare il viaggio secondo le nostre esigenze.<\/p>\n\n\n\n
Con i mezzi pubblici:<\/strong> in treno con la linea Kotoku Line (\u9ad8\u5fb3\u7dda) dalla Stazione di Tokushima, fermata Bando (\u677f\u6771\u99c5); da l\u00ec proseguire a piedi per circa 700 metri. Con l\u2019autobus 133, Naruto Oasa Line (\u9cf4\u9580\u30fb\u5927\u9ebb\u7dda \u5fb3\u5cf6\u30d0\u30b9), fermata Ry\u014dzenji Mae (\u970a\u5c71\u5bfa\u524d).<\/p>\n\n\n\n
In auto:<\/strong> circa 30 minuti dalla stazione di Tokushima.<\/p>\n\n\n\n
I templi indicativamente sono aperti dalle 8:00 alle 17:00; alcuni di essi prevedono un costo d\u2019ingresso (circa 300-700 yen) con pagamento in contanti.<\/p>\n\n\n\n