Ci siamo anche questa volta: il nuovo anno è dietro l’angolo e con lui una delle stagioni più tradizionali del Giappone. Perché quello che è il Natale per noi in Italia, un’occasione per riunire la famiglia, lo è il Capodanno in Giappone. Ma quali tradizioni e usanze esistono in Giappone durante il periodo di Capodanno (oshogatsu) e come cambiano da famiglia a famiglia?
Ho avuto la fortuna di trascorrere le vacanze di Capodanno con la famiglia del mio fidanzato nella Prefettura di Niigata e quindi sperimentare di persona le tradizioni e le abitudini di queste festività. E ovviamente voglio condividere questa mia esperienza con tutti voi!
- Pulire a fondo prima di iniziare il nuovo anno in Giappone
- Viaggiare in Giappone durante la frenesia del Capodanno
- I biglietti e le decorazioni tradizionali del Capodanno giapponese
- Osechi ryori: la cena di Capodanno in Giappone
- Giochi di Capodanno in famiglia e speciali in TV
- Brindisi a mezzanotte? No, si mangiano i toshikoshi soba!
- Hatsumode: iniziare l’anno nuovo con una preghiera
- La colazione del Primo dell’anno con ozoni e mochi
- Shopping di Capodanno in Giappone e fukubukuro
- A ogni famiglia la sua tradizione
- Otoshidama: la mancia di Capodanno
- Trascorrere un Capodanno diverso in Giappone
Pulire a fondo prima di iniziare il nuovo anno in Giappone
Abbiamo deciso di andare a Niigata, più precisamente a Nagaoka, il 30 dicembre, perciò i nostri preparativi per il Capodanno sono iniziati qualche giorno in anticipo. Un tipico elemento delle tradizioni di Capodanno, infatti, sono le cosiddette osoji, le grandi pulizie prima del cambio d’anno. Si riordinano oggetti vecchi e dimenticati e ogni angolo della casa viene pulito a fondo.
Durante queste pulizie, case e appartamenti sembrano più un campo di battaglia, ma serve per purificare le stanze dallo sporco e dalla polvere accumulatisi durante tutto l’anno passato.
Viaggiare in Giappone durante la frenesia del Capodanno
Se hai in programma di trascorrere il Capodanno in Giappone, devi tenere presente che, come nella Golden Week in primavera, il Capodanno è una delle stagioni di punta in Giappone e i treni saranno affollati. Lo Shinkansen per noi era troppo costoso, quindi abbiamo iniziato il nostro viaggio da Tokyo a Nagaoka con i treni locali, usando la tariffa speciale Seishun 18 Kippu. Un tragitto che in Shinkansen sarebbe durato due ore si è trasformato in un viaggio di 5 ore e mezza, che abbiamo trascorso per la maggior parte in piedi, perché non eravamo gli unici che andavano in visita alle proprie famiglie.
Nel periodo di Capodanno dovrai comunque abituarti a Shinkansen con tutti i posti già prenotati e treni locali sovraffollati. Nelle aree rurali potresti trovare chiusi anche i minimarket e gli sportelli del bancomat.
I biglietti e le decorazioni tradizionali del Capodanno giapponese
Un’altra parte integrante del Capodanno giapponese sono i nengajo, i biglietti per gli auguri di buon anno nuovo, che tipicamente raffigurano l’animale dello zodiaco dell’anno che sta per iniziare.
Nel 2020 per esempio era il Topo. Tra i vari disegni e decorazioni, che rappresentavano il più delle volte dei deliziosi topini, noi abbiamo optato per delle cartoline con dei roditori simili a dei criceti.
Mentre noi ci occupavamo dei nengajo, il padre del mio fidanzato preparava il kagami-mochi che viene collocato di fronte al kamidana, un altarino shintoista che si trova nelle case giapponesi. Il kagami-mochi è composto da due tortini di pasta di riso glutinoso uno sopra l’altro, con in cima un mandarino (mikan). Si tratta di un tipico simbolo del Capodanno in Giappone.
Questi tortini di riso glutinoso non possono essere mangiati prima dell’11 gennaio, perché impersonano il dio Toshigami-sama (la divinità dell’Anno Nuovo) e quindi è opportuno mangiarli quando il dio avrà lasciato la casa dopo l’inizio dell’anno.
Osechi ryori: la cena di Capodanno in Giappone
Fortunatamente, non poter mangiare subito i mochi non è stata una grave rinuncia, perché il 31 Dicembre ci attendeva l’osechi-ryori. Si tratta del pasto tradizionale del Capodanno giapponese ed è una gioia per gli occhi e per il palato. I componenti dell’osechi sono spesso preparati con molto zucchero, mirin e salsa di soia, in modo che si conservino a lungo. Di solito, infatti, l’osechi è talmente abbondante che gli avanzi durano diversi giorni dopo il Capodanno.
Oltre al tradizionale osechi, la mamma del mio fidanzato ha servito in tavola sushi, granchio e diversi tipi di insalata. Mi ha spiegato anche che i piatti dell’osechi variano da famiglia a famiglia e che predominano le specialità locali. Essendo vicina alla costa, Nagaoka ha dell’ottimo pesce da offrire, perciò non mi ha sorpreso che i piatti di mare abbondassero quella sera.
Giochi di Capodanno in famiglia e speciali in TV
Se in Italia o negli altri Paesi occidentali la sera dell’Ultimo dell’Anno siamo abituati a uscire e andare a delle feste, la Vigilia di Capodanno in Giappone è un’occasione tranquilla, da passare a casa in famiglia. Il programma della serata di solito include anche guardare in TV le trasmissioni speciali di Capodanno.
Per la famiglia del mio fidanzato, è tradizione a Capodanno anche giocare con le hanafuda. Queste cosiddette “carte dei fiori” simboleggiano i 12 mesi dell’anno e ogni carta ha un valore diverso. Eravamo così assorti nel gioco che ci siamo quasi persi il countdown che nel frattempo era apparso in TV!
Brindisi a mezzanotte? No, si mangiano i toshikoshi soba!
A quel punto in Italia avremmo aperto la bottiglia di spumante e ci saremmo baciati e abbracciati, ma il passaggio all’anno nuovo in Giappone è molto più tranquillo. Ci siamo augurati buon anno dicendo “Akemashite omedeto!” e poi abbiamo continuato a banchettare con i toshikoshi soba, poco dopo la mezzanotte.
I soba, spaghetti di grano saraceno, sono parte integrante della cucina giapponese. A Capodanno, i toshikoshi soba simboleggiano il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo, così come morderli significa lasciar andare l’anno passato.
Noi li abbiamo mangiati intingendoli in un brodo di dashi freddo, con cipollotti, sesamo e spezie, ma esistono diverse varianti, a seconda dei gusti o delle famiglie.
Hatsumode: iniziare l’anno nuovo con una preghiera
Dopo aver mangiato i toshikoshi soba, abbiamo proseguito con i festeggiamenti per il Nuovo Anno. Ci siamo messi una bella giacca pesante e ci siamo diretti a un piccolo tempio nelle vicinanze, chiamato Hachimangu, per la prima visita dell’anno, detta hatsumode.
Poi siamo passati al tempio successivo, lo Hotokusan Inari Taisha. Si dice che sia stato costruito in onore della dea del sole Amaterasu, per ordine della regina sciamana Himiko, vissuta tra il 170 e il 248.
Allo Hotokusan Inari Taisha abbiamo scritto i nostri nomi su delle piccole figurine di carta chiamate hitogata. Quelle bianche simboleggiano un uomo, mentre quelle rosse una donna. Oltre ai nomi, abbiamo scritto anche il nostro anno di nascita e la nostra età e le abbiamo poi consegnate al personale del tempio.
Come mi ha spiegato il padre del mio fidanzato, queste figurine di carta verranno bruciate mentre i sacerdoti pregano per la nostra salute e felicità. Bruciare gli hitogata ci libererà così da ogni sfortuna.
La colazione del Primo dell’anno con ozoni e mochi
Il primo gennaio iniziano i saldi. Prima di tuffarci tra la folla, però, ci aspettava la colazione. E per mia grande gioia, era a base di mochi!
È tipico del primo dell’anno mangiare questi tortini appiccicosi di riso glutinoso, sia salati che dolci. Ma non è facile decidere qual è la modalità migliore! Inoltre, ero curiosa di assaggiare anche la tradizionale zuppa di Capodanno, l’ozoni. È un brodino di verdure, fatto con il dashi, e contiene dei mochi.
Oltre all’ozoni abbiamo mangiato anche mochi con anko, la confettura di fagioli rossi dolci, e con kinako , una polvere fatta di fagioli di soia arrostiti. Bisogna fare attenzione con questi cibi tipici, perché ogni anno vengono riportati casi di persone che si sono soffocate mangiando i mochi a Capodanno. Quindi, ricordatevi di non mangiarli con troppa foga e di avere sempre del tè o dell’acqua a portata di mano!
Shopping di Capodanno in Giappone e fukubukuro
Dopo la colazione, ci siamo buttati nella mischia di un grande magazzino, dove i negozi attiravano la clientela con i loro sconti di Capodanno. Un articolo che va particolarmente a ruba sono i fukubukuro ( “borse della fortuna”), dei sacchetti che contengono prodotti di un negozio specifico… ma non è possibile sapere cosa c’è nel sacchetto finché non ne compri uno e lo apri.
Se ti interessa aggiudicarti un fukubukuro da negozi popolari come quelli dei Pokemon o dello Studio Ghibli, allora dovrai arrivare prima che il negozio apra e metterti in coda.
La nostra meta principale, invece, era il reparto gastronomia, per fare la spesa in vista dell’arrivo di altri parenti quella sera. Questo però non mi ha impedito di infilare nel carrello qualche altro acquisto per me.
A ogni famiglia la sua tradizione
Le tradizioni variano da famiglia a famiglia, perciò io posso solo parlare della mia esperienza personale. Una delle usanze nella famiglia del mio fidanzato è quella di scrivere un desiderio, perché ti accompagni durante tutto l’anno. Ed è così che mi sono trovata proprio a Capodanno a provare per la prima volta la calligrafia giapponese.
Otoshidama: la mancia di Capodanno
Un’altra tradizione comune è quella di distribuire gli otoshidama. Una tradizione particolarmente amata dai bambini, che ricevono dei soldi dagli adulti della propria famiglia. Nella famiglia del mio fidanzato si usa dare prima la mancia al più piccolo della famiglia, per poi passare man mano agli altri figli. Essendo la più vecchia, sono stata l’ultima a ricevere l’otoshidama.
Per concludere, abbiamo giocato a tombola scommettendo alcuni dei soldi ricevuti. Eravamo in tredici, quindi è stato molto divertente!
Trascorrere un Capodanno diverso in Giappone
Se mai avrai l’occasione di passare il Capodanno insieme a una famiglia giapponese, mi raccomando, approfitta di questa esperienza! Per me è stato davvero speciale vivere le tradizioni e le usanze di prima persona. Perciò ci tengo a ringraziare nuovamente la famiglia del mio fidanzato, per l’ospitalità, la pazienza nello spiegarmi tutto e la calorosa accoglienza.
Tradotto da Stefania Da Pont
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