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I kanji. La rovina degli studenti di lingua giapponese, nonché di certi spensierati disegnatori di t-shirt e tatuatori vittime di clienti privi di un’adeguata padronanza della lingua. Il fascino estetico degli ideogrammi cinesi è al centro di innumerevoli storie di incomprensioni, drammi studenteschi e infinite discussioni nel definire le migliori tecniche di apprendimento. Al giorno d’oggi, molti potrebbero chiedersi perché in giapponese si usino ancora i kanji invece di una scrittura fonetica, come l’alfabeto latino. La risposta è legata a vari fattori culturali e storici.

La complessità dei kanji ne eleva la calligrafia a un livello artistico | © Niketh Vellanki

Kanji e Caratteri Cinesi Sono la Stessa Cosa?

Sì e no. La lingua giapponese non ha nulla a che fare con il cinese in termini di linguaggio. Tuttavia, il suo sistema di scrittura utilizza gli stessi caratteri originari della Cina, “importazione” dovuta alla mancanza, nel Giappone antico, di una lingua scritta. In sostanza si tratta degli stessi caratteri, ma ci sono alcune differenze. In seguito all’introduzione dei kanji in Giappone, entrambi i paesi hanno poi attuato una serie di riforme e semplificazioni per conto proprio e per motivi diversi. Di conseguenza, ci sono delle differenze nel significato o nella scrittura di alcuni caratteri. Esistono per esempio determinati kanji, comuni in Giappone, che risultano obsoleti in Cina perché quest’ultima ne ha attuato una riforma più profonda. Pertanto, sebbene permanga un certo livello di intelligibilità tra le due lingue in termini di lettura, la comprensione ha dei limiti: cinesi e giapponesi sono in grado di cogliere il significato di un testo nell’altra lingua, ma solo in termini generali.

I Kanji Sono Davvero Così Difficili?

Ecco alcuni dei falsi miti più comuni:

I kanji sono troppi

Per chi ha appena iniziato a studiare giapponese, il pensiero di dover memorizzare migliaia di kanji può essere alquanto sconfortante. In realtà, i 500 kanji più frequenti coprono già l’80% dei caratteri che compaiono su uno dei principali quotidiani giapponesi. Tuttavia, questo non equivale a dire che basti imparare 500 “parole” per padroneggiare la lingua. Gran parte del lessico giapponese consiste in combinazioni di due o più kanji, il cui significato non è necessariamente ovvio, anche se si conoscono le singole componenti. Facendo riferimento all’ultimo aggiornamento del 2010, l’elenco ufficiale dei kanji utilizzati regolarmente è composto da 2136 caratteri.

Un romanzo giapponese | © Hiroshi Tsubono

I kanji aumentano la difficoltà di lettura

Al contrario: la lettura in kanji è molto più veloce. A causa dell’elevato numero di omofoni in giapponese, un testo puramente fonetico sarebbe difficile da capire. Il riconoscimento dell’ideogramma, invece, è immediato grazie alla sua componente visiva.

Il significato di un kanji può essere dedotto se si conoscono le parti che lo compongono

Questa è una piccola trappola in cui è facile incappare. A volte è un metodo che può funzionare, ma il significato non sempre è così ovvio. Ad esempio, il kanji 力 (forza) compare spesso nei concetti legati all’azione o allo sforzo fisico: aiuto 助 (目 occhio + 力), movimento 動 (重 peso + 力) o efficacia/beneficio 効 (交 mix + 力). I concetti delle singole parti possono aiutarti a memorizzare l’intero kanji a posteriori, ma prima di apprenderlo il significato non è necessariamente intuibile.

Un grafico che illustra l’evoluzione di alcuni caratteri | © 漢字樹

Scrivere ripetutamente i kanji è l’unico modo per impararli

Sebbene scrivere più e più volte sia un metodo molto efficace, ciò non significa che non esistano altre strategie di apprendimento. Molte scuole tradizionali sono fautrici di questo approccio, in parte perché è relativamente facile da comprendere ed eseguire, in parte perché è il metodo che i bambini giapponesi usano normalmente a scuola. Ma in generale, gli studenti di lingua giapponese possono trarre vantaggio dalla combinazione di varie tecniche come l’analisi morfologica, la lettura nel contesto o l’utilizzo di espedienti mnemonici. Senza dimenticare che la tecnologia oggi fornisce molteplici strumenti aggiuntivi per lo studio delle lingue.

Quando i Kanji Stavano Per Essere Aboliti

Può sembrare sorprendente, ma i kanji sono arrivati pericolosamente vicini allo sradicamento, proprio come è successo in Corea del Sud o in Vietnam. Dall’epoca Meiji (明治時代, Meiji jidai), molte voci di intellettuali riformisti insistevano sul fatto che l’uso dei kanji fosse dannoso per la modernizzazione del paese e ostacolasse la sua integrazione con l’Occidente. Una delle maggiori difficoltà era la compatibilità con la tecnologia di stampa. Lo stesso valeva anche per i telegrammi e il codice Morse, entrambi ugualmente problematici a causa del numero di omofoni presenti nella lingua. Perciò, finita la seconda guerra mondiale, il governo di occupazione pianificò una serie di misure volte a riformare la lingua, includendo in questo processo l’eliminazione dei caratteri giapponesi e l’implementazione dell’alfabeto latino.

Si credeva inoltre che i kanji rappresentassero un problema di tipo educativo e venne quindi deciso di condurre un’indagine a livello nazionale per verificare i livelli di alfabetizzazione della popolazione. Contro ogni previsione, i risultati non lasciarono spazio a dubbi: il 98% degli intervistati era alfabetizzato. Questo momento chiave nella storia della lingua giapponese fa da chiara risposta alla domanda sul perché i giapponesi usino i kanji ancora oggi.

Uno smartphone con testo in Giappone
Le nuove tecnologie hanno contribuito ad aumentare il numero dei kanji di uso frequente | © Roméo Arnault

I Kanji Scompariranno Mai?

Molto probabilmente no. Negli ultimi decenni, la tecnologia moderna è stata la loro più grande alleata: i problemi tecnici legati all’uso dei kanji sono scomparsi con l’avvento dei moderni dispositivi di videoscrittura. Questo ha addirittura portato all’aggiunta di alcuni kanji meno comuni all’elenco dei kanji di uso frequente. Inoltre, l’uso regolare della messaggistica istantanea ha rafforzato questa tendenza, anche se con un costo: non essendo più abituati a scriverli a mano, molti giapponesi ora trovano difficile trascrivere i kanji più complessi. In ogni caso, le speranze di alcuni studenti in difficoltà sono lungi dall’essere soddisfatte, poiché l’uso dei kanji è ancora oggi in ottima salute e non è in vista alcun pericolo per la loro incolumità.

Tradotto da Chiara Campanile

Toshiko Sakurai

Toshiko Sakurai

Fotografo, quindi sono. Cerco di fare del mio meglio dipingendo con la luce e mettendo insieme le parole. Sono arrivata a Tokyo da Barcellona nell'autunno del 2017 e da allora mi sono dedicata a catturare ogni angolo della città, in sella alla mia bicicletta. Quando non sono in giro con la mia macchina fotografica, di solito sto sfidando le leggi culinarie mixando le cucine di tutti i posti in cui ho vissuto.

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