Nel corso degli anni il Giappone si è affermato come uno dei paesi più influenti nel panorama dell’architettura. Minimalismo, equilibrio tra pieni e vuoti, armonia con la natura, linee essenziali e un uso attento della luce naturale emergono come elementi fondamentali dell’architettura contemporanea giapponese.
Numerosi sono gli architetti giapponesi contemporanei che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso Premio Pritzker considerato il “Nobel dell’architettura”, contribuendo sostanzialmente a ridefinire il modo in cui pensiamo lo spazio, l’abitare e il rapporto tra architettura e ambiente.
In questo articolo scopriremo cinque architetti giapponesi contemporanei che, con linguaggi e approcci diversi, stanno lasciando un segno significativo nell’architettura di oggi.
Il poeta del cemento, Tadao Ando
Uno dei più famosi a livello internazionale è sicuramente Tadao Ando. Nato a Osaka nel 1941, si è fatto strada nel campo dell’architettura da autodidatta, sviluppando uno stile facilmente riconoscibile basato su forme geometriche essenziali, cemento a vista e un uso estremamente attento della luce naturale.
L’elemento che Ando utilizza in molte delle sue opere è proprio il cemento. Pareti perfettamente lisce, di colore grigio, sono attraversate da aperture e tagli studiati per guidare la luce all’interno degli spazi. Così facendo, la luce diventa un vero e proprio elemento architettonico, capace di trasformare l’atmosfera di uno spazio durante il corso della giornata.
Uno degli esempi più celebri del suo lavoro è la Church of the Light a Osaka, una piccola chiesa in cui una semplice apertura nel cemento diventa una croce luminosa. La luce esterna penetra nello spazio creando un’atmosfera estremamente suggestiva e meditativa.
Non si può parlare di Tadao Ando senza nominare l’isola di Naoshima, porto imperdibile per gli amanti dell’arte e dell’architettura. Qui diversi edifici portano la sua firma, tra cui il Chichu Art Museum, costruito quasi interamente sotto terra per integrarsi con il paesaggio naturale dell’isola e non interrompere la linea dell’orizzonte.
A Tokyo, invece, si trova il 21_21 Design Sight, uno spazio culturale nel quartiere di Roppongi progettato per la Miyake Design Foundation. L’edificio, caratterizzato da un tetto inclinato in acciaio e cemento, è pensato come un luogo di incontro tra design, architettura e creatività contemporanea.
Chichu Art Museum
ESTABLISHMENT- 3449-1, Naoshima, Kagawa District, Kagawa 761-3110, Japan
- ★★★★☆
21_21 Design Sight
ART GALLERY- Japan, 〒107-0052 Tokyo, Minato City, Akasaka, 9-chōme−7−6 東京ミッドタウン ミッドタウン・ガーデン
- ★★★★☆
Legno e natura, Kengo Kuma
Se Tadao Ando è famoso per l’uso del cemento, Kengo Kuma è conosciuto per la sua architettura leggera e ariosa, che privilegia materiali naturali e un forte legame con la natura.
Nato nel 1954, Kuma ha costruito la sua carriera basandosi su un profondo senso del luogo e delle sue caratteristiche. Nei suoi edifici utilizza spesso legno, bambù e altri materiali tradizionali reinterpretati in chiave contemporanea.
L’obiettivo è creare edifici che si integrano nel paesaggio invece che dominarlo. Questa filosofia è evidente nel Nezu Museum di Tokyo, dove l’edificio dialoga con un giardino giapponese tradizionale creando un ambiente di calma e contemplazione nel cuore della città.
Nezu Museum
ESTABLISHMENT- 6-chōme-5-1 Minamiaoyama, Minato City, Tokyo 107-0062, Japan
- ★★★★☆
Un altro progetto di grande visibilità è il Japan National Stadium (ora MUFG Stadium), costruito per le Olimpiadi di Tokyo 2020. Qui Kuma utilizza grandi quantità di legno proveniente da diverse prefetture del Giappone e tecniche costruttive ispirate alla tradizione, come l’uso di strutture lignee sovrapposte e sistemi di ventilazione naturale che permettono all’aria di circolare attraverso l’edificio.
MUFG Stadium (National Stadium)
ESTABLISHMENT- 10-1 Kasumigaokamachi, Shinjuku City, Tokyo 160-0013, Japan
- ★★★★☆
Ma uno dei luoghi più sorprendenti dove osservare la sua filosofia architettonica è Yusuhara, una piccola città di montagna nella prefettura di Kochi, Shikoku. Qui Kuma ha progettato diversi edifici pubblici, utilizzando legno locale e creando strutture che sembrano quasi fondersi con il paesaggio montano circostante.
Trasparenza e leggerezza, Kazuyo Sejima
Kazuyo Sejima, nata nel 1956 nella prefettura di Ibaraki, è una delle figure più importanti dell’architettura giapponese contemporanea. Dopo aver lavorato nello studio di Toyo Ito, nel 1995 fonda insieme a Ryue Nishizawa lo studio SANAA.
Nel 2010 i due architetti ricevono il Premio Pritzker, grazie a un linguaggio architettonico caratterizzato da estrema leggerezza, semplicità delle forme e grande attenzione alla relazione tra spazio interno ed esterno.
Molti dei loro edifici giocano con la trasparenza, superfici di vetro e strutture leggere che permettono alla luce di diffondersi in modo naturale.
Uno dei progetti più celebri è il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa. L’edificio ha una forma circolare ed è circondato da pareti di vetro che permettono ai visitatori di percepire continuamente la città circostante. L’idea è quella di creare uno spazio culturale aperto e accessibile, in cui il confine tra museo e spazio pubblico diventa quasi invisibile.
Kanazawa 21st Century Museum of Contemporary Art
ESTABLISHMENT MUSEUM POINT_OF_INTEREST- 1-chōme-2-1 Hirosaka, Kanazawa, Ishikawa 920-8509, Japan
- ★★★☆☆
Reinventare lo spazio abitativo, Sou Fujimoto
Tra gli architetti della generazione più recente, Sou Fujimoto è uno dei più sperimentali. Nato nel 1971, Fujimoto è conosciuto per progetti che mettono in discussione l’idea tradizionale di edificio e di spazio domestico.
La sua ispirazione principale è la natura, in particolare l’immagine della foresta. Nei suoi progetti gli spazi si sovrappongono e si integrano tra loro quasi come rami di un albero, senza divisioni rigide.
Uno dei suoi edifici più noti è House NA a Tokyo, una casa composta da una serie di piattaforme sovrapposte e pareti quasi completamente trasparenti. Il risultato è uno spazio abitativo estremamente aperto che sfida la concezione tradizionale della casa.
Nel 2020 Fujimoto è stato anche incaricato di progettare il Grand Ring dell’Expo di Osaka 2025, una grande struttura circolare in legno che circonda il sito dell’esposizione universale. Con i suoi oltre due chilometri di lunghezza, rappresenta una delle più grandi strutture lignee mai costruite e incarna perfettamente il tema dell’Expo: la connessione tra persone, natura e futuro.
Architettura e responsabilità sociale, Shigeru Ban
Tra gli architetti contemporanei giapponesi più innovativi spicca anche Shigeru Ban, nato a Tokyo nel 1957. A differenza di molti architetti che lavorano principalmente su grandi progetti urbani o museali, Ban è conosciuto per il suo forte impegno verso un’architettura sostenibile e socialmente responsabile.
Nel corso della sua carriera ha sviluppato soluzioni architettoniche utilizzando materiali insoliti, tra cui i celebri tubi di cartone. Questi materiali, economici e facilmente reperibili, sono stati impiegati in numerosi progetti temporanei destinati alle comunità colpite da disastri naturali.
Oltre a questi progetti umanitari, Ban ha realizzato anche importanti edifici culturali e museali. Tra questi spicca il Mt. Fuji World Heritage Center a Shizuoka. L’edificio presenta una struttura rovesciata a forma di Monte Fuji che si riflette in una vasca d’acqua, creando una prospettiva suggestiva. L’edificio unisce innovazione architettonica e un percorso espositivo che accompagna i visitatori in una salita simbolica verso la cima della montagna.
Mt. Fuji World Heritage Centre
ESTABLISHMENT MUSEUM POINT_OF_INTEREST- 5-12 Miyachō, Fujinomiya, Shizuoka 418-0067, Japan
- ★★★★☆
Nel 2014 Shigeru Ban ha ricevuto il Premio Pritzker, riconoscimento che ha premiato non solo il valore estetico della sua architettura, ma anche il suo impegno nel dimostrare come il design possa contribuire concretamente al benessere della società.
Il minimalismo rigoroso di Tadao Ando, il dialogo con la natura di Kengo Kuma, la leggerezza e trasparenza degli spazi di Kazuyo Sejima, la sperimentazione concettuale di Sou Fujimoto, l’impegno sociale e sostenibile di Shigeru Ban dimostrano come l’architettura giapponese contemporanea non sia definita da un unico stile, ma da visioni diverse. Esiste, però, un filo conduttore comune in tutte queste differenze stilistiche: l’attenzione allo spazio e alla luce, e la relazione con l’ambiente circostante. Tutti elementi che affondano le radici nella tradizione giapponese, evolvendosi attraverso nuove tecnologie e materiali.
Quando si viaggia in Giappone vale quindi la pena alzare lo sguardo e prestare attenzione anche agli edifici: spesso raccontano una parte importante della cultura e della creatività del paese.
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