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On the road in Giappone: tre giorni per esplorare in auto i tesori nascosti del Kansai

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Quando viaggio in Giappone, il treno è senza dubbio il mio mezzo di trasporto preferito. La puntualità, il comfort, la calma, il fascino… la rete ferroviaria giapponese ha tutte le carte in regola per essere l’alleata ideale di chi viaggia. Ma noleggiare un’auto e partire per un viaggio on the road, lungo le belle strade del Paese, regala una sensazione di gioia e libertà unica nel suo genere. E non solo: consente anche di organizzare brevi soggiorni senza preoccuparsi degli orari, né di come raggiungere mete più isolate. Insomma, un’alternativa da non trascurare quando si organizza un viaggio in Giappone!

In occasione di un weekend lungo, quindi, insieme a un paio di amici ho deciso di abbandonare i binari per l’asfalto e di lasciare Tokyo per qualche giorno. Direzione aeroporto del Kansai, dove ci aspettava un’auto a noleggio per una parentesi di evasione. Il nostro itinerario ci avrebbe portati verso le prefetture di Wakayama e Nara, tra coste selvagge, fitte foreste e templi avvolti nella nebbia. E soltanto un’ora dopo, a trovarci di fronte a montagne verdeggianti, strade tortuose fiancheggiate da cedri e pacifici villaggi rurali. Un road trip di tre giorni fuori dal tempo.

Giorno 1: da KIX alla piccola cittadina di Kushimoto

Arrivati presto all’aeroporto internazionale del Kansai, in un mite sabato di settembre, io e i miei amici abbiamo ritirato senza problemi le chiavi dell’auto a noleggio entro metà mattina. Una volta impostato l’itinerario sul GPS, il viaggio poteva iniziare!

On the road tra le montagne di Wakayama

Ci siamo diretti verso le strade di montagna di Wakayama, prima di ridiscendere verso il litorale, tanto scosceso quanto… paradisiaco! Situata a sud-est di Osaka, questa prefettura è una meta imperdibile per i paesaggi, il cibo e la cultura ricca e preziosa. Le strade tortuose, che attraversano rilievi e boschi lussureggianti, offrono un contesto di viaggio insieme esotico e rigenerante.

Che gioia incrociare i piccoli villaggi isolati dove il tempo sembra essersi fermato! Il viaggio on the road è scandito da intense sessioni di guida, pause cibo in locali senza troppe pretese lungo la strada e soste per ricaricare le energie, come quella in cui abbiamo attraversato a piedi il ponte sospeso di Yaho Point. Una tappa ideale per contemplare la natura maestosa della regione, con il vuoto sotto i piedi. Lasciare l’auto per qualche minuto e attraversare il ponte regala una piacevolissima sensazione di libertà. Il luogo è immerso in un silenzio assoluto: nulla disturba questo momento di pace.

  • Yaho Point


    TOURIST ATTRACTION
  • Ubuyugawa, Hidakagawa, Hidaka District, Wakayama 644-1231, Japan
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Verso il litorale della prefettura di Wakayama

Dopo la montagna, si apre uno scenario da cartolina. È quasi incredibile come, appena lasciata una fitta foresta di cedri, ci si ritrovi a camminare sulla sabbia bianca immacolata della bellissima spiaggia di Shirarahama, che si estende per oltre 600 metri. Lo scenario incantevole invita al relax: ci concediamo una pausa per bere qualcosa all’aperto, lo sguardo rivolto verso il mare, mentre una dolce sensazione di fine estate avvolge questo istante prezioso.

  • Shirarahama Beach


    TOURIST ATTRACTION
  • Shirahama, Nishimuro District, Wakayama 649-2211, Japan
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È tempo di rimettersi in viaggio e di proseguire lungo la costa. Le ripide scogliere si tuffano nell’oceano, mentre il sole, già basso all’orizzonte, accarezza con i suoi raggi il paesaggio che scorre davanti a noi. Per puro caso, ci imbattiamo in un festival sulla spiaggia di una piccola località portuale. Sono questi i piccoli piaceri resi possibili dalla libertà di viaggiare in auto: fermarsi quando si vuole, seguendo le sorprese lungo la strada. La folla festante si accalca agli stand di street food e balla sulla sabbia, sulle note di un cantante locale.

La sera raggiungiamo la città di Kushimoto, dove ci attende il nostro alloggio per la notte. E che incanto! L’hotel Kushimoto Noie è ospitato in antichi edifici centenari, ristrutturati con gusto, comfort ed eleganza. Le cinque camere, tutte diverse, rivelano ciascuna il proprio carattere: alcune con bagno esterno, dotate di futon oppure di letti. Una vera e propria immersione in un Giappone autentico e ricco di tradizione.

La serata prosegue con una cena raffinata, preparata con prodotti locali da uno chef appassionato. Unici clienti, ci ritroviamo al balcone a parlare di tutto e di più, con un bicchiere di vino in mano. Le luci della città si sono già spente. È ora di tornare al dolce tepore del futon.

  • NOIE


    LODGING
  • 996-1 Kushimoto, Higashimuro District, Wakayama 649-3503, Japan
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Giorno 2: una giornata di viaggio tra Kushimoto e il monte Koya

La giornata inizia dolcemente, con una ricca colazione dai sapori locali. Una parentesi golosa prima di continuare il nostro percorso alla scoperta della cultura e della spiritualità giapponese.

Un viaggio spirituale lungo le strade di Wakayama

Poco dopo aver ripreso il nostro viaggio, dietro una curva della strada litoranea ci attende una curiosità naturalistica: Hashigui-Iwa. Si tratta di una sequenza di rocce, allineate con una precisione quasi sovrannaturale, che dà vita a uno scenario selvaggio ma in qualche modo rasserenante. Il clima mite del mattino e il mare blu di Kushimoto aggiungono un tocco di poesia a questo paesaggio affascinante.

  • Hashiguiiwa Rocks


    TOURIST ATTRACTION
  • Kujinokawa, Kushimoto, Higashimuro District, Wakayama 649-3511, Japan
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Ripartiamo quindi verso est, per un tragitto di 40 minuti lungo la costa. La nostra meta? Il grande santuario di Kumano Nachi Taisha, uno dei tesori della regione. Lasciamo l’auto al parcheggio e iniziamo la salita lungo il sentiero di Daimon-zaka, un viale lastricato fiancheggiato da enormi cedri che sembra riportarci indietro di secoli. Man mano che saliamo i gradini, diventa sempre più facile immaginare gli antichi pellegrini del Kumano Kodo che seguivano questa stessa via sacra.

  • Kumano-Nachi Grand Shrine


    TOURIST ATTRACTION
  • 1 Nachisan, Nachikatsuura, Higashimuro District, Wakayama 649-5301, Japan
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In cima, si erge maestoso il Kumano Nachi Taisha, circondato da un complesso di templi e santuari in cui si fondono tradizioni shintoiste e buddiste. Un tempo gli Yamabushi, asceti delle montagne, vi si riunivano per le loro pratiche spirituali. All’improvviso, la vista si apre su uno dei paesaggi più affascinanti del paese: la pagoda rossa del Seiganto-ji di fronte alla cascata di Nachi-no-Otaki, che precipita dalla scogliera alta 133 metri. Non era la prima volta che contemplavo questa cascata, la più alta del Giappone, ma è decisamente impossibile rimanere indifferenti di fronte a uno spettacolo del genere. Soprattutto in un contesto così pittoresco. Una tappa fondamentale di ogni soggiorno a Wakayama.

Lungo il percorso, ci fermiamo da Chicken Soba Shimojibashi per una pausa. Nel menù: dell’ottimo karaage a un prezzo irrisorio. Con la pancia piena, è ora di andare verso la seconda tappa fondamentale della giornata.

Un road trip emozionante sulle strade del Koyasan

Nascosto nel cuore delle montagne, il grande santuario di Kumano Hongu Taisha è il punto di convergenza di tutti i sentieri del Kumano Kodo, autentico centro spirituale del Giappone. All’avvicinarsi, la sagoma del torii più grande del mondo si staglia tra il cielo e i boschi, come una porta aperta verso il sacro. L’attuale santuario, ricostruito nel 1891 dopo la devastante alluvione del 1889, porta avanti una storia lunga otto secoli.

  • Kumano Hongu Taisha


    PLACE OF WORSHIP
  • 1110 Hongucho Hongu, Tanabe, Wakayama 647-1731, Japan
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È arrivato per noi il momento di riprendere la strada tortuosa attraverso le fitte montagne di Wakayama. Ci attende un’ultima tappa vertiginosa, con il ponte sospeso di Tanize. Lungo quasi 300 metri, attraversarlo a 54 metri d’altezza è un’esperienza fantastica (o spaventosa, a seconda). Cullati dai lievi ondeggiamenti del ponte, camminiamo con delicatezza sulle assi di legno. La vista è sublime e le sensazioni intense.

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Le strade si fanno via via più sinuose, ma anche più panoramiche: una vera gioia per gli occhi. Il tragitto verso il monte Koya è di una calma rara, disturbato solo da alcune auto incrociate sulle curve. A fine giornata raggiungiamo finalmente il Koyasan, culla del buddismo esoterico in Giappone. Lasciamo i bagagli al tempio Rengejoin per trascorrere la notte in uno shukubo, ovvero l’alloggio presso i monasteri. Ci concediamo un momento di riposo prima di gustare una cena shojin-ryori, la cucina vegetariana dei monaci. In una sala con il pavimento in tatami e caldi rivestimenti in legno, ci attendono numerosi piccoli piatti, presentati con eleganza e delicatezza. L’ambiente ispira serenità. La giornata si conclude con un’esperienza indimenticabile: una visita notturna al cimitero Okunoin, immerso nell’oscurità. Mistico e suggestivo. Ma è arrivata l’ora di tornare al futon con il suo pesante piumone, perché le notti sono già fresche in cima al monte Koya.

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Giorno 3: dalle strade di Wakayama a quelle di Nara

La notte trascorre tranquilla. Svegliati dal suono della campana del tempio, ci prepariamo per assistere alla funzione mattutina. Il risveglio è subito ricompensato da una colazione vegetariana, ricca e saporita. Siamo pronti ad affrontare quest’ultima giornata!

Una mattina alla scoperta del Koyasan

Lasciata l’auto nel parcheggio, riprendiamo ad esplorare a piedi il Koyasan, altopiano sacro situato a 900 metri di altitudine nel cuore delle montagne di Wakayama. La nostra mattina comincia con una seconda visita all’Okunoin (di giorno, stavolta), il più grande cimitero del monte Koya. Il viale, fiancheggiato da cedri secolari e punteggiato da tombe antiche e lanterne, emana un’atmosfera unica, quasi sospesa nel tempo. Qui riposano daimyo, samurai, monaci e fedeli che hanno voluto essere sepolti vicini al mausoleo di Kukai, fondatore della setta Shingon.

  • Okunoin Cemetery


    CEMETERY
  • Japan, 〒648-0211 Wakayama, Ito District, Koya, Koyasan, 奥の院
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Continuiamo la nostra mattinata visitando altri luoghi emblematici, come la pagoda Tahoto del Kongo Sanmai-in, risalente al 1223 e classificata come Tesoro Nazionale, e il Kongobuji, famoso anche per il suo giardino di pietra, chiamato Banryutei. Tra raccoglimento e scoperta, la mattinata offre uno sguardo sulla profondità spirituale del Koyasan.

Il Koyasan meriterebbe come minimo un’intera giornata di esplorazione per scoprirne tutti i tesori, ma per noi è arrivato il momento di andare. Continuiamo il nostro viaggio in auto verso Yoshino, nella vicina prefettura di Nara, e percorriamo un’ora e mezza di strade tortuose e panoramiche che, chilometro dopo chilometro, svelano la magnifica natura del Kansai. Da sud, raggiungiamo il santuario isolato Mikumari Jinja e poi ammiriamo il villaggio di Yoshino dal punto panoramico di Hanayagura. Una deviazione resa più semplice dal fatto di viaggiare in auto e che ci porta a ritrovarci completamente soli in cima alle montagne.

  • Yoshino Mikumari Jinja


    TOURIST ATTRACTION
  • 1612 Yoshinoyama, Yoshino, Yoshino District, Nara 639-3115, Japan
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La conclusione del nostro viaggio on the road, tra montagne e risaie

Dopo aver mangiato un boccone nel centro di Yoshino, partiamo a piedi alla scoperta di questa incantevole località, famosa per i suoi 30.000 ciliegi che, in primavera, trasformano il pendio della montagna in uno spettacolo affascinante. Questo sito storico fa parte dei “Siti sacri e vie di pellegrinaggio sui monti Kii”. Da secoli, le sue foreste e le sue cime attirano gli asceti dello shugendo, una tradizione spirituale che collega l’uomo alla montagna e alla natura, tra shintoismo, buddismo e taoismo. Nel cuore del villaggio, si erge maestoso il Kinpusenji. Fondato nel VI secolo da En no Gyoja, questo tempio tra i principali dello shugendo colpisce per le sue dimensioni: 34 metri d’altezza, 9 di larghezza e 11 di profondità, che lo rendono uno dei più grandi edifici di legno in Giappone dopo il Todaiji di Nara.

  • Kinpusen-ji


    TOURIST ATTRACTION
  • 2498 Yoshinoyama, Yoshino, Yoshino District, Nara 639-3115, Japan
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Le tranquille strade di Yoshino, con i loro piccoli negozi, ci invitano a una passeggiata contemplativa. Si avvicina la conclusione del viaggio, perciò è meglio sgranchirsi le gambe una volta in più e concedersi il piacere di assaggiare qualche tipico wagashi locale. Un centinaio di chilometri ci separano dall’aeroporto del Kansai e dall’agenzia di noleggio auto.

Decidiamo di fare una deviazione nella regione di Asuka, per attraversare il distretto di Kamura e le sue graziose risaie sull’altopiano. Infine, giunge il momento di restituire le chiavi e attendere con pazienza l’aereo che ci riporterà a Tokyo. La serenità di questa regione del Kansai ci mancherà sicuramente.

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Informazioni pratiche per viaggiare in auto in Giappone

Noleggiare un’auto in Giappone è il modo migliore per esplorare zone come Kushimoto, il monte Koya o Yoshino con i propri ritmi. Ma attenzione, è necessario conoscere alcune regole. La patente italiana da sola non è sufficiente: è necessaria la patente internazionale. E non dimenticate il passaporto, necessario per l’identificazione al momento del noleggio. Per maggiori dettagli, leggete il nostro articolo dedicato al noleggio auto e alla guida in Giappone.

Organizzare un viaggio on the road in Giappone è alla portata di quasi tutti. Soprattutto, percorrerne le strade attraverso regioni isolate offre un vero senso di libertà, permettendo di scoprire, con i propri ritmi, paesaggi e tesori insospettabili. Un’esperienza da non perdere!

Tradotto da Stefania Da Pont

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Julien Loock

Dopo anni di viaggi avanti e indietro tra Parigi e Tokyo, alla fine del 2016 ho deciso di posare definitivamente le mie valigie nella capitale giapponese. Approfittando della flessibilità del lavoro di giornalista freelance, mi piace viaggiare in treno per l'arcipelago, armato di penna e taccuino scarabocchiato, per placare la mia sete di scoperta e ampliare la mia conoscenza di questo affascinante Paese.

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