fbpx Skip to main content

Ricordo che una volta un amico in visita mi chiese, mentre eravamo al ristorante, come mai avessi detto “sumimasen” (すみません, “scusa”) quando la cameriera ci aveva portato da mangiare. “Mi sembrava appropriato” fu il mio primo pensiero. Però, dopo averci pensato su attentamente, arrivai alla conclusione che in giapponese usare “sumimasen” in questo contesto significava “Mi dispiace di averti disturbato, ma ti ringrazio” e non semplicemente chiedere “scusa”.

Perché i Giapponesi Chiedono Spesso Scusa?

Quell’episodio mi riporta alla mente un articolo della Harvard Business Review, che mette a confronto la psicologia che sta dietro all’inclinazione dei giapponesi a chiedere scusa rispetto a quella degli americani. L’articolo afferma che, mentre le scuse nel pensiero occidentale sono strettamente legate a una colpa e alla responsabilità personale in seguito a una cattiva azione, nel pensiero giapponese, così come nella maggior parte delle culture dell’Asia orientale, le scuse servono ad andare oltre ciò che è accaduto, anche nei casi in cui chi si scusa non è personalmente responsabile. Potrebbero quindi presentarsi situazioni in cui un giapponese chiede scusa con il solo scopo di appianare un contrasto, anche se non ha avuto nulla a che fare con ciò che ha causato il problema.

Scritta "gomennasai" in alfabeto sillabico hiragana

In poche parole, uno “scusa” italiano e uno “scusa” giapponese non sempre significano la stessa cosa. Il contesto culturale del parlante deve essere sempre preso in considerazione, prima che le sue scuse vengano intese nel senso sbagliato.

Data l’importanza del rispetto all’interno delle relazioni sociali (in ambiente lavorativo e non solo), i giapponesi si scusano premurosamente e regolarmente, con diverse espressioni in base alle diverse situazioni:

Scusarsi in Giapponese #1 – Sumimasen (すみません)    

“Sumimasen” è il “mi dispiace” più comunemente usato nella vita di tutti i giorni – puoi utilizzarlo, per esempio, se hai calpestato il piede a qualcuno involontariamente. “Sumimasen” può anche essere usato come un “mi scusi” per richiamare l’attenzione: per esempio quando vuoi chiamare un cameriere in un ristorante o scendere da un treno affollato. E come spiegato sopra, “sumimasen” esprime anche un senso di gratitudine. 

Ma non era “arigato” la parola per dire “grazie”? 

Analizzandolo più attentamente, sumimasen – che letteralmente in giapponese significa “non può essere risolto/completato” (済みません) può corrispondere alla forma abbreviata delle seguenti espressioni:

1. Non posso esprimere appieno il mio rimorso per quello che è successo e mi scuso.

2. Non posso ringraziarti abbastanza per tutto quello che hai fatto per me.

Illustrazione di un ragazzino sorridente

Alcuni addirittura sostengono che “sumimasen” dovrebbe essere usato per ringraziare i superiori, mentre “arigato” dovrebbe essere rivolto a coloro che si trovano nella stessa posizione o al di sotto.

Un’altra cosa: in qualunque modo tu voglia usare “sumimasen”, assicurati di non rivolgerti a dei superiori con la versione gergale “suimasen”, perché troppo informale. O peggio ancora con “suman”, che magari hai sentito usare dai maschi nei programmi TV o negli anime (è l’abbreviazione di sumanai, che a sua volta è la forma piana, non-cortese, di “sumimasen”).

Scusarsi in Giapponese #2 – Sumimasen deshita (すみませんでした)

Una versione più formale di “sumimasen” è “sumimasen-deshita”, che puoi usare per scusarti con un superiore o dopo un errore più grave dell’aver calpestato il piede di qualcuno. L’aggiunta di deshita trasforma “sumimasen” in tempo passato e può essere interpretato come “Mi dispiace per quello che ho fatto”.

Scusarsi in Giapponese #3 – Gomen/Gomen-nasai (ごめん・ごめんなさい)

Il kanji “men” in gomen (御免) significa “scusare, perdonare”, quindi le frasi “gomen” e “gomen-nasai” (in ordine crescente di cortesia) conferiscono alle scuse un senso di ammissione dell’errore e di pentimento.

“Gomen-nasai”, traducibile dal giapponese come “ti prego, perdonami”, è un’espressione più cortese di “gomen”, che perciò dovrebbe essere utilizzato solo con amici intimi e familiari. Vi potrebbe capitare di sentire anche “gomen-ne”, un’altra variante informale di “gomen-nasai”.

Illustrazione di un salary man giapponese che chiede scusa inchinandosi

Sia “sumimasen” che “gomen-nasai” sono modi più che accettabili per chiedere scusa, ma tra i due “gomen-nasai” è quello che viene più apprezzato in quanto implica senso di colpa, specialmente quando si affrontano i superiori o in contesti commerciali.

Scusarsi in Giapponese #4 – Shitsurei/Shitsurei-shimasu (失礼・失礼します)

Shitsurei (失礼) significa maleducato, o letteralmente “perdita di rispetto”, per cui le frasi “shitsurei” e “shitsurei-shimasu” potrebbero essere intese come “scusa/perdona la mia maleducazione”. “Shitsurei-shimasu” viene utilizzato anche per chiedere “permesso” per entrare o quando ci si congeda da qualcuno di “importante” o da un luogo pubblico, per esempio mentre si esce dallo studio medico dopo una visita.

Scusarsi in Giapponese #5 – Shitsurei-shimashita/Shitsurei-itashimashita (失礼しました・失礼いたしました)

“Shitsurei-shimashita” e “shitsurei-itashimashita” (in ordine crescente di cortesia) sono espressioni formali e al passato di “shitsurei-shimasu”. Vengono utilizzate negli ambienti di lavoro e abbastanza spesso in contesti commerciali.

Illustrazione di un giapponese che si scusa giungendo le mani davanti al viso

Ma passiamo ora alle scuse più solenni:

Scusarsi in Giapponese #6 – Moshiwake-nai/Moshiwake-arimasen/Moshiwake-gozaimasen (申し訳ない・申し訳ありません・申し訳ございません)

Mōshiwake (申し訳) significa “scusa, giustificazione”, per cui le frasi “moshiwake-nai” e i suoi equivalenti in keigo (registro onorifico) significherebbero “Nessuna scusa [può giustificare le mie azioni e chiedo perdono]”.

Illustrazione di un impiegato giapponese che si scusa prostrandosi a terra

“Moshiwake-gozaimasen” è la più formale delle tre, ma – come avrai di certo ormai imparato – il passato può elevarle a un grado addirittura superiore…

Scusarsi in Giapponese #7 – Moshiwake-arimasen-deshita/Moshiwake-gozaimasen-deshita (申し訳ありませんでした・申し訳ございませんでした)

Queste espressioni andrebbero usate quando ti trovi nei guai seri al lavoro: per esempio se hai fatto degli errori gravi durante una presentazione al cliente. (E mi raccomando: fa’ un bell’inchino profondo mentre le pronunci!)

Illustrazione di un capo arrabbiato che sgrida un suo dipendente mortificato

Ma mettiamo il caso che i tuoi errori facciano perdere un cliente alla tua azienda. Allora le tue scuse definitive potrebbero essere le seguenti:

Scusarsi in Giapponese #8 – Makotoni-moshiwake-gozaimasen-deshita (誠に申し訳ございませんでした)

Questa espressione può essere interpretata come “non ci sono scuse per i miei errori, sono totalmente responsabile di ciò che ho fatto e chiedo sinceramente perdono”. Sono scuse che potresti sentire a volte negli annunci pubblici, come in caso di ritardi dei treni. Spera invece di non dover mai essere tu a dirle a qualcuno!

Illustrazione di un giapponese che chiede scusa in ginocchio

Quindi, in ordine crescente di serietà/cortesia, ci sono 8 modi per scusarsi in giapponese. Ma il punto principale di tutto questo è che, come l’atto di esprimere gratitudine, l’atto di scusarsi è incredibilmente importante in Giappone, anche per cose che non sono chiaramente colpa tua. Quando avrai imparato a chiedere scusa per le cose più piccole, avrai rapporti migliori e più facili con i giapponesi.

Tradotto da Chiara Campanile

Kelly Nagata

Kelly Nagata

Una tipica Millennial, che ama i viaggi e la cucina. Nata a Hong Kong, ha vissuto in Canada, Giappone, Germania e Austria. Recentemente si è trasferita a Kobe, perché lì il pane è più buono.

Rispondi


X