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Disclaimer: noi di Voyapon facciamo del nostro meglio per fornirvi informazioni il più possibile aggiornate riguardo alle norme previste per i viaggi in Giappone, basandoci su fonti affidabili di notizie o direttamente sul sito del Ministero degli Affari Esteri. La situazione, tuttavia, è in costante cambiamento e il nostro articolo non ha valore ufficiale. Per favore contattate l’Ambasciata più vicina o l’Ufficio Immigrazione per ottenere informazioni aggiornate riguardo alla vostra situazione specifica.

A partire da marzo 2022, finalmente sono state eliminate le restrizioni alle frontiere per i cittadini stranieri che arrivano in Giappone come studenti o per viaggi d’affari a breve termine. Questo è avvenuto dopo mesi di proteste da parte di lobby commerciali e istituzioni accademiche, che sottolineavano i danni all’economia e alla reputazione del Paese. Il Giappone aveva mantenuto infatti le politiche di frontiera più dure tra i Paesi del G7, lasciando bloccati con una mossa difficilmente giustificabile circa 400.000 stranieri già in possesso di un Certificato di Eleggibilità.
Quello di marzo 2022 è il secondo tentativo di allentare i controlli alle frontiere da novembre dello scorso anno, quando il divieto di ingresso era stato brevemente e parzialmente revocato, solo per chiudere di nuovo alla fine dello stesso mese quando venne scoperta la variante Omicron. Ora che questa variante è diventata prevalente anche all’interno del Giappone, mantenere i confini chiusi sarebbe inutile.

Prima ancora, le frontiere erano state chiuse dall’aprile 2020, in seguito alla dichiarazione di pandemia COVID-19, e solo parzialmente riaperte per due mesi nell’ottobre 2020, per poi chiudere nuovamente a gennaio 2021, dopo la scoperta della variante Delta. Durante tutto questo tempo, ai turisti stranieri è stato completamente vietato l’ingresso.
Nonostante ai turisti non sia ancora permesso visitare il Giappone, la riapertura di marzo dovrebbe essere la prima tappa di una graduale normalizzazione delle frontiere. Con la riapertura del confine, è stato anche aumentato il tetto giornaliero di persone autorizzate a entrare nel Paese da 3.500 a 5.000 dal 1° marzo, ulteriormente aumentato a 7.000 il 14 marzo, e portato a 10.000 dal 10 aprile. Per quanto riguarda le misure di quarantena, il numero di giorni è stato ridotto a 3, o eliminato del tutto, per la maggior parte dei casi.

Continua a leggere per maggiori dettagli sulle nuove condizioni per l’ingresso in Giappone.

In risposta alle mutazioni del COVID-19, dal 26 dicembre 2020 il governo giapponese ha imposto regolamentazioni più severe per gli ingressi nel Paese, gradualmente allentate a partire da marzo 2022.
Queste coinvolgono i seguenti ambiti:

Nel caso di residenti stranieri, il rientro è sempre stato permesso, tranne che per una chiusura estrema tra aprile e agosto 2020 in cui venivano autorizzati solo casi speciali, cosa che aveva scatenato mesi di proteste da parte di molti degli interessati. Attualmente, invece, i residenti possono rientrare nel Paese a condizione che venga fornito un tampone molecolare (PCR) per il Coronavirus (COVID-19) con esito negativo. Il test deve essere eseguito entro 72 ore prima della partenza e i risultati vanno consegnati insieme a un documento firmato da un’istituzione medica valida. Una volta in Giappone, inizialmente era necessario sottoporsi a una quarantena di 14 giorni. Il 29 gennaio 2022 questo periodo è stato ridotto a 7 giorni, ma solo per i viaggiatori provenienti da regioni dove la variante Omicron è diventata dominante. L’ultima serie di misure ha ridotto la quarantena a 3 giorni a partire da marzo per questi viaggiatori, purché venga fornito un certificato che attesta la dose di richiamo. Nonostante non sia permesso l’uso del trasporto pubblico durante la quarantena, è stata prevista un’eccezione per permettere ai viaggiatori di andare dall’aeroporto fino a casa o all’alloggio prenotato, purché lo spostamento avvenga nelle 24 ore successive all’atterraggio in Giappone.

Ci sono delle eccezioni alle regole per il rientro degli stranieri?

Dopo la scoperta della variante Omicron, altamente contagiosa, in diversi Paesi africani, il 2 dicembre 2021 è stato vietato il rientro ai cittadini stranieri provenienti da quei Paesi. Tale divieto è stato tuttavia revocato il 14 gennaio 2022.

Atrio semivuoto dell'aeroporto del Kansai
Aeroporto Internazionale del Kansai.
Gli effetti del drastico calo del turismo in Giappone si sono fatti sentire in tutte le aree del Paese, in un anno in cui erano previsti grandi risultati. | © Coniferconifer

Nuove regole per le richieste di visto a partire da marzo 2022

Tranne che per una breve finestra tra ottobre 2020 e gennaio 2021, e a novembre 2021, il Paese è rimasto completamente chiuso a nuovi arrivi per tutta la durata della pandemia, tranne che per i visti familiari o per circostanze eccezionali.
A partire da marzo 2022, sono autorizzati i nuovi ingressi per motivi di lavoro o per soggiorni di lunga durata. In ogni caso, è necessario verificare tramite il Ministero degli Affari Esteri giapponese e il consolato o l’ambasciata giapponese di ciascun Paese.

Viaggiatori occidentali che indossano la mascherina in un aeroporto degli Stati Uniti.
La pandemia COVID-19 ha trasformato l’utilizzo della mascherina da fenomeno prevalentemente asiatico a un obbligo globale in tutti gli spazi pubblici.  | © Chad Davis

Le due opzioni per l’ingresso nel Paese che erano state rese disponibili da luglio 2020, chiamate “Business Track” e “Resident Track”, sono state sospese nel gennaio 2021. Questi due programmi erano stati aperti ad alcuni paesi asiatici nell’estate 2020 e successivamente, dal 1° ottobre 2020, era stato gradualmente consentito entrare in Giappone grazie al programma “Resident Track”. a qualsiasi cittadino del mondo che rientrasse nelle condizioni richieste. Tuttavia, il 14 gennaio 2021, entrambe le opzioni sono state sospese fino a data da destinarsi.

Requisiti per Viaggi di Lavoro a Breve Termine e Nuovi Residenti a Lungo Termine

A partire dal 1° marzo 2022, tutti i nuovi arrivati, siano essi in viaggio d’affari a breve termine (meno di 90 giorni) o residenti a lungo termine in possesso di un visto per studio o lavoro, devono effettuare le seguenti procedure:

  • Le aziende garanti devono presentare una domanda online attraverso il nuovo sistema di tracciamento ERFS (Entrants Returnees Follow-up System). Una volta presentata la domanda, verrà rilasciato un “Certificato di completamento della registrazione”. Copia di questo certificato andrà presentata al momento della richiesta del visto, insieme ai relativi documenti.
  • Alla partenza, è necessario avere con sé una copia firmata dell’autodichiarazione di impegno (Written Pledge, versione inglese o giapponese).

Per quanto riguarda i cittadini stranieri in possesso di un Certificato di Eleggibilità (CoE) emesso dopo il 1 gennaio 2020, la validità a partire da marzo 2022 è estesa secondo i seguenti criteri, purché l’azienda/organizzazione sia ancora in grado di sponsorizzare il visto:

  • Certificati emessi tra il 1° gennaio 2020 e il 31 gennaio 2022: validità estesa fino al 31 luglio 2022
  • Certificati emessi tra il 1 febbraio 2022 e il 31 luglio 2022: validità per 6 mesi a partire dalla data di emissione

Studenti e lavoratori stranieri possono entrare in Giappone nel 2022?

Fino a nuovo avviso, i programmi speciali “Resident Track” e “Business Track” sono ancora sospesi, ma potrebbero riprendere le procedure di applicazione per visti studenteschi e di lavoro, incluse le seguenti categorie:

  • Professore/essa
  • Artista
  • Attività religiose
  • Giornalista
  • Professionista altamente qualificato
  • Direttore aziendale
  • Servizi legali/contabili
  • Servizi medici
  • Ricercatore/ice
  • Istruttore/ice
  • Ingegnere/Specialista in discipline umanistiche/servizi internazionali
  • Trasferimento intra-aziendale
  • Assistenza infermieristica
  • Animatore/ice
  • Manodopera specializzata
  • Lavoratore esperto di un campo specifico
  • Tirocinio tecnico
  • Attività culturali 
  • Studente/essa
  • Tirocinante
  • Dipendente
  • Attività designate
Aereo della Korean Air all'aeroporto di Narita
Passeggeri che osservano un aereo della Korean Air nell’area di transito dell’aeroporto di Narita. Le restrizioni al traffico aereo vengono gradualmente revocate in riferimento ai casi di COVID-19  | © Jorge Díaz

Eccezioni alle regole

Coloro che si qualificano per le categorie di visto “Coniuge o figlio di cittadino giapponese” e “Coniuge o figlio di residente permanente” sono esentati dall’autodichiarazione di impegno: al momento di fare domanda devono presentare una copia dei documenti familiari pertinenti (certificato di matrimonio, certificato di nascita, ecc.) insieme al Certificato di Eleggibilità. Per quanto riguarda coloro che rientrano nella categoria Economic Partnership Agreement (EPA) Giappone-UE, al momento non è richiesto il Certificato di Eleggibilità. Infine, le persone che si recano in Giappone per scopi diplomatici o ufficiali non sono soggette a queste procedure.

Area partenze dell'aeroporto di Narita
Area partenze all’aeroporto internazionale di Narita. Il governo ha come obiettivo il progressivo aumento del turismo in Giappone. | © i nao

I Familiari Stretti Possono ora Recarsi in Giappone in Circostanze Specifiche

Il più recente sviluppo nella lenta riapertura delle frontiere in Giappone coinvolge i parenti stretti dei residenti stranieri. I seguenti casi rientrano tra gli esempi di ciò che il governo giapponese considera come “casi umanitari speciali”:

  • Un cittadino straniero che entra in Giappone per far visita a un parente, se è entro il secondo grado di parentela di un cittadino giapponese/residente permanente, o entro il primo grado di parentela di un “Long-Term Resident”.
  • Un parente che si prende cura di un residente in Giappone che è malato o in gravidanza.
  • Un parente in visita perché un residente in Giappone è deceduto o si trova in condizioni critiche.
  • Un parente che entra in Giappone per accompagnare un minore o una persona che non è in grado di entrare in Giappone da sola a causa di una malattia o altre ragioni.

Questa tipologia di visti per motivi umanitari speciali veniva già concessa anche in seguito alla chiusura delle frontiere, ma solo sulla base di valutazioni strettamente caso per caso e a discrezione dei funzionari dell’Immigrazione. La novità questa volta è che, con l’innalzamento del tetto giornaliero a 10.000 persone, anche le autorizzazioni per questi visti speciali sembrano essere aumentate.

Compagnie aeree che attualmente viaggiano in Giappone

Al momento, tutte le principali compagnie aeree volano in Giappone. All’inizio di dicembre 2021, il governo aveva emanato un divieto di tutti i voli in entrata, che è stato rapidamente revocato dopo una reazione negativa a livello nazionale.

La situazione attuale tuttavia è ancora instabile e molte compagnie aeree stanno effettuando cancellazioni o sostanziali modifiche di rotta a causa dell’invasione russa in corso in Ucraina. Pertanto, al fine di ridurre al minimo potenziali problematiche, si consiglia di prendere ogni possibile precauzione al momento della prenotazione dei voli e di verificare le politiche di cancellazione della compagnia scelta. 

In Giappone, le mascherine non sono obbligatorie ma consigliate | © Jérémy Stenuit

Provvedimenti necessari prima della partenza e all’arrivo in Giappone

Le nuove misure prevedono che venga presentato il certificato di un tampone rino-faringeo PCR per COVID-19 negativo effettuato entro 72 ore prima della partenza per il Giappone. In caso contrario, la compagnia aerea non permetterà l’imbarco sul volo. Oltre al certificato fornito dalla rispettiva istituzione medica, all’atterraggio è necessario presentare un certificato giapponese secondo le linee guida richieste.

È altamente consigliabile compilare, prima dell’imbarco o durante il transito, il questionario online del Ministero della Salute, Lavoro e Welfare, in quanto va mostrato ai funzionari dell’aeroporto dopo l’atterraggio.

All’arrivo in Giappone, verrà effettuato un tampone salivare PCR in aeroporto. Se il risultato è negativo, i viaggiatori dovranno effettuare un quarantena di 7 o 3 giorni, oppure nessuna quarantena, a seconda delle seguenti circostanze:

  • Per coloro che provengono dai Paesi specifici dove la variante Omicron è dominante:
    – se non viene fornito un certificato di dose di richiamo vaccinale, è necessario trascorrere i primi 3 giorni in una apposita struttura di quarantena; al terzo giorno è possibile lasciare la struttura senza ulteriore quarantena fornendo un tampone negativo.
    – con un certificato di dose di richiamo, è permessa l’auto-quarantena a casa o in un alloggio di preferenza per 7 giorni; fornendo un tampone negativo al terzo giorno, la quarantena non sarà più necessaria.
  • Per coloro che provengono dagli altri Paesi:
    – se non viene fornito alcun certificato di dose di richiamo, è permessa l’auto-quarantena presso il proprio alloggio di preferenza per 7 giorni, che può essere abbreviata fornendo un tampone negativo al terzo giorno.
    – con un certificato di dose di richiamo, la quarantena non sarà necessaria.

Va specificato che queste condizioni si applicano attualmente solo per chi ha ricevuto una terza dose di Pfizer o Moderna. Si prega di controllare il seguente link per le linee guida dettagliate dal governo giapponese per quanto riguarda i certificati di vaccino.

Un test PCR è obbligatorio per tutti i viaggiatori nelle 72 ore precedenti alla partenza del volo | © Delta News Hub

In seguito all’allentamento delle misure riguardanti il trasporto pubblico dopo l’atterraggio in Giappone, l’apposito autobus charter da Narita o Haneda non è più in servizio. Gli utenti possono usufruire del consueto servizio bus Airport Limousine o delle normali linee ferroviarie. Nel caso in cui si necessiti di un servizio di taxi privato, sono disponibili servizi come Diolabs o Rakurakutaxi.

Durante l’auto-quarantena, è possibile lasciare il proprio alloggio solo in caso di stretta necessità (per esempio, per fare la spesa) e rimanendo in un raggio approssimativo di massimo 15 minuti a piedi.

Configurazione degli smartphone e installazione delle app richieste a tutti i viaggiatori

A partire dal 18 marzo 2021, i viaggiatori devono installare le seguenti app sul proprio smartphone prima dell’arrivo in Giappone. L’installazione può essere effettuata anche dopo l’atterraggio, ma tenendo conto che il volo potrebbe subire dei ritardi i passeggeri sono caldamente incoraggiati a completare le procedure prima del volo.

  1. Cocoa (iOS e Android), l’app di tracciamento Covid-19 del governo giapponese
  2. MySOS (iOS e Android), l’app di localizzazione del governo giapponese
  3. Google Maps (iOS e Android) per garantire che la cronologia degli spostamenti venga registrata, in caso di contagio dopo l’arrivo in Giappone

Per i dettagli sull’installazione, vi preghiamo di seguire la guida ufficiale del Governo. Chi è sprovvisto di smartphone personale dovrà noleggiarne uno a proprie spese all’aeroporto.

Attuale stato di emergenza in Giappone

L’ultimo stato di emergenza è stato revocato in Giappone il 30 novembre 2021. Tuttavia, con il picco virale della variante Omicron originato nelle basi militari statunitensi delle prefetture di Okinawa, Yamaguchi e Hiroshima, il 7 gennaio 2021 il governo ha annunciato per queste prefetture un quasi stato di emergenza, accorciando nuovamente gli orari di lavoro e limitando la vendita di alcolici.
Visto il continuo aumento di contagi a livello nazionale, alla fine di gennaio questo status era già esteso a un totale di 34 prefetture su 47.
Con la diminuzione graduale del numero di contagi, alla fine di febbraio il quasi stato di emergenza è stato revocato in molte prefetture, per poi essere completamente revocato a livello nazionale il 21 marzo 2022.
Tuttavia, rimane la possibilità di un ripristino, totale o parziale, dello stato di emergenza se i contagi dovessero avere nuovamente un brusco aumento. Perciò, sono tuttora richieste misure di prevenzione come l’uso della mascherina e il distanziamento sociale e nella maggior parte degli esercizi commerciali viene misurata la temperatura dei clienti all’ingresso.

Andamento delle vaccinazioni in Giappone e adozione del Passaporto Vaccinale

Alla data del 15 aprile il Giappone ha già somministrato più di 265 milioni di dosi, raggiungendo l’81,2% della popolazione (102,8 milioni) con almeno la prima dose, e il 79,8% della popolazione (101 milioni) completamente vaccinata, diventando il Paese leader nei tassi di vaccinazione tra le nazioni del G7. Oltre il 92% della popolazione anziana ha già completato la vaccinazione. La somministrazione della terza dose ha superato 1 milione di dosi giornaliere, con il 47,1% della popolazione (59,7 milioni) già immunizzata. Il Ministero della Salute giapponese sta già prendendo in considerazione la quarta dose e il lancio potrebbe iniziare intorno alla fine di maggio.

Dalla fine di luglio, i governi locali hanno iniziato a distribuire certificati vaccinali, altrimenti detti “passaporti vaccinali”, per permettere ai cittadini giapponesi di viaggiare all’estero, nonostante il presente rifiuto da parte del governo giapponese di aderire per il momento a una reciprocità internazionale.
Il 20 dicembre, è stata lanciata una app di certificazione, che permette agli utenti di avere sul proprio smartphone una versione digitale del certificato vaccinale. Per il momento, 46 Paesi riconoscono i certificati vaccinali giapponesi, ma le condizioni di ingresso variano da Paese a Paese. Vi consigliamo di consultare il sito del Ministero degli Affari Esteri per la lista aggiornata dei Paesi e per informazioni specifiche per ogni nazione.

I confini del Giappone potrebbero aprire ai turisti prima della fine del 2022

Dopo la trasformazione delle Olimpiadi in un evento a porte chiuse, le speranze di riapertura delle frontiere si erano riaccese con la revoca dello stato di emergenza il 30 novembre 2021. Ma l’esplosione dei casi di Omicron ha respinto tutte le previsioni sulla possibilità di ingresso dei turisti nel paese durante la prima metà del 2022. L’allentamento delle frontiere a partire da marzo 2022 è il primo passo verso una riapertura graduale dei confini anche per i turisti, si spera prima della fine del 2022. Tuttavia, il primo ministro Kishida rimane cauto nel fornire qualsiasi possibile previsione per la ripresa degli arrivi di turisti, dato il timore di un nuovo picco di infezioni. Nel frattempo, il Ministero degli Affari Esteri continuerà ad aggiornare le procedure per il rientro in Giappone, che dipendono dalla situazione COVID sia globalmente che entro i confini del Paese.

Articolo pubblicato per la prima volta il 10/04/2020 | Ultimo aggiornamento il 19/04/2022

Tradotto da Chiara Campanile e Stefania Da Pont

Toshiko Sakurai

Toshiko Sakurai

Fotografo, quindi sono. Cerco di fare del mio meglio dipingendo con la luce e mettendo insieme le parole. Sono arrivata a Tokyo da Barcellona nell'autunno del 2017 e da allora mi sono dedicata a catturare ogni angolo della città, in sella alla mia bicicletta. Quando non sono in giro con la mia macchina fotografica, di solito sto sfidando le leggi culinarie mixando le cucine di tutti i posti in cui ho vissuto.

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