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Così avete deciso, forse per studio o forse per lavoro, di fare il grande passo e trasferirvi in Giappone. Se c’è qualcosa che accomuna la gran parte dei neo-residenti in terra nipponica, a prescindere da provenienza, età, periodo previsto di soggiorno e motivo del trasferimento, è la necessità di trovare un buon posto in cui vivere.

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Affittare o comprare casa per uno straniero in Giappone può essere complicato, soprattutto se è la prima volta e non avete familiarità con le procedure, le regole e la terminologia. Questo articolo vuole esservi di aiuto nell’impresa di affittare una casa in Giappone; vedremo assieme quali sono i pro, i contro, e i costi delle principali alternative.

È difficile trovare casa in Giappone?

Trovare casa in Giappone, per uno straniero, può essere molto semplice o molto complesso. Ci sono vari fattori che influenzano la vostra gamma di opzioni: la vostra conoscenza della lingua giapponese in primis, ma anche la tipologia del vostro visto, o la vostra situazione lavorativa ed economica.

Una persona con una buona conoscenza della lingua e con una situazione lavorativa ed economica stabile, magari anche con un visto di lunga durata che garantisce la sua permanenza in Giappone, non avrà alcuna difficoltà a trovare una sistemazione tramite le normali agenzie immobiliari, proprio come fanno i cittadini giapponesi.

Cercare casa in Giappone può anche essere un’esperienza divertente!

Al contrario, uno studente che non parla ancora bene il Giapponese dovrà probabilmente ricorrere a una delle opzioni per stranieri che vedremo in seguito, sicuramente convenienti dal punto di vista logistico ma molto meno da quello economico.

Come affittare un appartamento in Giappone

Se state cercando una casa o un appartamento tutto per voi, o magari da condividere con un amico, avete due alternative: rivolgervi a un’agenzia immobiliare giapponese (不動産屋, fudosanya) o a una per stranieri. In entrambi i casi, potete scegliere se visitare fisicamente un’agenzia o se cercare il vostro appartamento online.

Trovare casa tramite un’agenzia giapponese

Le agenzie immobiliari giapponesi offrono molta più scelta di quelle per stranieri, e solitamente il costo del canone di affitto è minore. Ci sono però alcune cose da tenere a mente: la durata del contratto è solitamente biennale (tempi e costi della disdetta prima del termine e del rinnovo sono fissati dal contratto); l’appartamento vi verrà consegnato non ammobiliato, quindi dovrete essere pronti a coprire il costo extra dell’arredo; le utenze non sono incluse; infine, vi sono spesso dei “costi nascosti” che potrebbero sfuggire a una persona alle prime armi e di cui parleremo in seguito.

Le agenzie immobiliari fisiche si trovano un po’ ovunque e non avrete difficoltà a riconoscerle dalle planimetrie degli appartamenti ben visibili in vetrina, proprio come in Italia. Se avete già deciso il quartiere o la zona dove vi piacerebbe abitare, vi consiglio di visitare un’agenzia nelle vicinanze perché probabilmente avrà una scelta più ampia di immobili che fanno al caso vostro.

Le maggiori agenzie online sono sicuramente At Home, Chintai e Suumo, ma ve ne sono molte altre. Questi portali sono completamente in giapponese, e richiedendo maggiori informazioni su un appartamento che ha colto il vostro interesse, riceverete risposta solo in giapponese.

Le fudosanya sono ben riconoscibili dalle planimetrie degli appartamenti in vetrina.

Purtroppo, non tutte le agenzie “per giapponesi” affittano a stranieri.
In un’agenzia fisica, vi verranno chiesti alcuni dati personali e in alcuni casi l’agente chiamerà il padrone di casa seduta stante per assicurarsi che sia disponibile ad affittare a uno straniero. Per quanto riguarda le agenzie online, invece, alcune vi permettono di filtrare i risultati per mostrare solo le opzioni che accettano stranieri, mentre talvolta vi toccherà mettervi nelle mani dell’agente che controllerà la vostra richiesta di informazioni.
Preparatevi a cercare un garante (保証人, hoshonin) che compili alcuni documenti per voi impegnandosi a rispondere a nome vostro nel caso risultaste irraggiungibili, e a pagare l’affitto al posto vostro nel caso voi non lo faceste. Il garante può essere una persona o un’organizzazione, e deve essere giapponese e residente in Giappone. Esistono anche agenzie di garanti a cui potete rivolgervi dietro compenso.

In Giappone, per qualsiasi necessità non vi rivolgerete direttamente al padrone di casa, ma alla kanri gaisha che gestisce l’immobile.

Se il responso è positivo, vi verrà fissato un appuntamento per vedere la casa di persona. Se è di vostro gradimento, si potrà procedere alla firma del contratto, che avverrà spesso e volentieri in una seconda agenzia (管理会社, kanri gaisha, società di gestione immobiliare), alla quale da quel momento potrete fare affidamento in caso di necessità.

Japanese woman calling a friend on a land line: もしもし

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Trovare casa tramite un’agenzia per stranieri

Le agenzie per stranieri presentano alcuni vantaggi: innanzitutto, offrono supporto in diverse lingue, quindi non dovrete preoccuparvi di perdervi qualche informazione fondamentale per strada se ancora non masticate il giapponese; in secondo luogo, prevedono contratti molto più flessibili rispetto alla loro controparte, talvolta anche di un solo mese. Ultimo ma non per importanza, gli appartamenti sono spesso ammobiliati (come nei casi di Sakura House e Leopalace), e talvolta la quota d’affitto include anche le utenze e la connessione internet. Insomma, le agenzie immobiliari per stranieri sembrerebbero più convenienti sotto ogni punto di vista… Ma com’è ovvio, la convenienza si riflette sul canone di affitto: se un appartamento su Suumo costa 68.000 yen al mese (525 euro), lo stesso appartamento tramite un’agenzia per stranieri può costare anche 99.000 yen (765 euro). Il 40% in più!
La presenza o l’assenza dei “costi nascosti” menzionati in precedenza varia a seconda dell’agenzia.

Detto ciò, le agenzie per stranieri offrono spesso la possibilità di firmare un contratto online prima del proprio arrivo in Giappone (cosa assolutamente impensabile nelle agenzie “per giapponesi”): per questo motivo, può anche essere un’idea scegliere una di queste sistemazioni come soluzione iniziale prima di rivolgersi altrove.

Guesthouse, Dormitorio o Appartamento?

Finora abbiamo parlato di appartamenti, ma se volete risparmiare un po’ esistono anche alternative che prevedono di condividere casa con altre persone.

Una guesthouse (o sharehouse, シェアハウス) è una sistemazione economica e ammobiliata che prevede un contratto di locazione mensile o addirittura settimanale. Le stanze sono solitamente private, mentre le aree comuni sono in condivisione (spesso con altri stranieri, anche se ultimamente le guesthouse vengono scelte anche da molti giovani giapponesi). Esistono guesthouse per ogni gusto: solo per donne, per stranieri, per studenti, con camere in stile occidentale o giapponese, singole o doppie.

Scegliere di condividere l’abitazione con altre persone può anche essere un modo di fare nuove amicizie.

Vi sono poi i cosiddetti Social Apartment, un tipo di guesthouse molto più lussuose (e costose) dove i residenti hanno accesso, oltre a una lounge e a una cucina comune, anche a cinema, palestre, sale da biliardo, bar e altro – tutto all’interno dell’edificio. Questa sistemazione è prediletta dai giovani giapponesi, ma circa il 15% delle stanze sono occupate da ospiti stranieri.

Infine, potete decidere di stare in un dormitorio, dove dovrete condividere sia la stanza che le aree comuni con diverse persone. Personalmente, vista l’assoluta mancanza di privacy (che già non abbonda, specialmente nelle grandi città) consiglio di tenere questa opzione come ultima spiaggia.

Quanto costa affittare una casa in Giappone?

Il canone d’affitto può variare enormemente a seconda della metratura, il numero di locali, la zona e la distanza tra l’abitazione e la stazione più vicina.
In Giappone, vi imbatterete spesso in sigle come 1R, 1K, 1DK e 1LDK. Queste abbreviazioni indicano da quali locali e da quante stanze è composta la casa, escludendo il bagno. Ecco una veloce panoramica:

  • 1R sta per 1 Room, e cioè “una stanza”. Si tratta di monolocali spesso minuscoli, in cui l’angolo cucina si trova nella stessa stanza dove dormirete.
  • 1K sta per 1 Kitchen, e cioè “una stanza + cucina”. Qui l’angolo cucina è separato dalla stanza da letto da un muro. Anche questi appartamenti sono abbastanza piccoli, solitamente tra i 15 e i 25mq, e la cucina è raramente grande abbastanza per un normale tavolo da pranzo.
  • 1DK sta per 1 Dining Kitchen, e cioè “una stanza + cucina abitabile”. Anche qui la cucina è separata dalla stanza ed è abbastanza spaziosa per un tavolo da pranzo.
  • 1LDK sta per 1 Living Dining Kitchen, e cioè “una stanza + cucina + soggiorno”. Questi appartamenti sono solitamente i più ampi, essendo dotati di un angolo cucina e un soggiorno entrambi separati dalla stanza da letto.

Il numero davanti alla sigla indica il numero di stanze: ad esempio, un 3LDK sarà un immobile con cucina, soggiorno e tre stanze.

Diversi layout (間取り, madori) delle case giapponesi.

Ma quanto costa vivere in Giappone? In realtà, ci sono diversi costi a cui far fronte quando si affitta un appartamento, spesso difficili da comprendere per noi stranieri. Oltre al canone d’affitto e alle spese condominiali che sono messe nero su bianco sugli annunci immobiliari, dovrete occuparvi di:

Key money
(礼金, reikin)
Solitamente equivalente a una o due mensilità di affitto, questa somma è considerata un “regalo” al padrone di casa per ringraziarlo (reikin significa letteralmente “denaro di ringraziamento”) per averci affittato la proprietà.
Quota di intermediazione
(仲介料, chukairyo)
La somma da pagare all’agenzia immobiliare per aver fatto da tramite tra noi e la kanri gaisha o il padrone di casa. Equivale solitamente a una mensilità + il 10% di imposta sui consumi.
Quota per il garante
(保証人費用, hoshonin hiyo)
Nel caso decideste di rivolgervi a un’agenzia di garanti, preparatevi a pagare tra il 50% e il 120% di una mensilità come commissione.
Caparra
(敷金, shikikin)
Solitamente equivalente a una mensilità, vi verrà restituita integralmente o in parte alla fine del contratto, a seconda delle condizioni in cui avrete lasciato l’immobile.
Assicurazione contro gli incendi
(火災保険, kasai hoken)
Si tratta di una quota fissa di 20.000 yen che coprirà la vostra abitazione da danni da incendio e acqua per due anni.
Quota per il cambio chiavi
(鍵交換費用, kagi kokan hiyo)
Per ragioni di sicurezza, prima del vostro ingresso in casa verrà installata una nuova serratura a vostro carico, per un costo che si aggira tra i 10.000 e i 20.000 yen.

C’è poi una quota per il rinnovo dell’affitto (更新料, koshinryo) da versare nel caso voleste rinnovare il contratto una volta scaduti i due anni, che corrisponde a un’altra mensilità.

In Giappone affittare una casa costa molto più del solo canone mensile.

Se decidete di affittare un appartamento in Giappone dovrete quindi mettere da parte circa 5-6 mensilità da versare al momento della firma del contratto. Per esempio, se trovate un 1DK che fa al caso vostro nel centro di Tokyo per 80.000 yen al mese (circa 620 euro), preparatevi a versare fino a 480.000 yen (circa 3.700 euro) prima di poter entrare in casa. A questa somma si affiancano, a meno che non siano inclusi da contratto, i costi per le utenze, internet, e l’arredamento della vostra nuova abitazione.
Fortunatamente, non tutte le spese elencate nella tabella sopra sono sempre dovute: nelle agenzie che offrono opzioni convenienti per stranieri, ad esempio, spesso e volentieri non vi verrà richiesto un garante e sono abbastanza comuni le sistemazioni che non richiedono key money.

Trovare casa in Giappone può sembrare davvero complicato, ma le opzioni sono così numerose che non avrete difficoltà a trovare l’alternativa che fa al caso vostro. Che decidiate di rivolgervi a una fudosanya giapponese o a un’agenzia immobiliare per stranieri, la vostra nuova casa diventerà il fulcro della vostra nuova vita nel paese del Sol Levante. C’è qualcosa di più eccitante? Buona ricerca!

Anna Toccoli

Anna Toccoli

Traduttrice freelance nata e cresciuta a Trento. Dal 2014 al 2019, ho vissuto a Tokyo prima come studentessa e poi come lavoratrice nell'industria 2D dell'intrattenimento. Ho visto la mia buona dose di stranezze e adoro raccontarle a chiunque mi ascolti. I miei hobby sono giocare ai videogiochi, accumulare Lego compulsivamente e tenermi aggiornata sulle ultime follie della cultura pop giapponese.

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