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C’è un posto in Giappone che sognavo di visitare da molti anni: l’isola di Manabeshima (真鍋島) nella prefettura di Okayama (岡山県). Nonostante non sia molto conosciuta, questa “isola dei gatti” non manca certo di attrazioni. Situata nel mare interno del Giappone, è nota per il suo stile di vita rilassato e la bellezza dei suoi paesaggi e vanta due pittoreschi villaggi di pescatori e una splendida spiaggia pulita e ben tenuta.

La regione di Setouchi (瀬戸内地方, Setouchi-Chihō) ospita diverse centinaia di isole, le più famose delle quali sono le “isole dell’arte” di Naoshima (直島) e Teshima (豊島). Manabeshima, tuttavia, deve in parte la sua fama al diario di viaggio illustrato di Florent Chavouet: Manabé Shima (pubblicato in francese da Picquier nel 2010 e in inglese da Tuttle nel 2015 con il titolo Manabeshima Island Japan). L’autore vi ha soggiornato nell’estate 2009, e il resoconto della sua esperienza ha ispirato molti viaggiatori a scoprire a loro volta l’isola di Manabe.

Sulle orme di Manabé Shima di Florent Chavouet

Nel luglio 2020, dal ponte della piccola barca che trasporta i viaggiatori tra le isole di Kasaoka (笠岡諸島, Kasaoka Shotō), ho riconosciuto il koban (stazione di polizia) presente nel libro di Florent Chavouet e ho subito capito di essere giunta a Manabeshima.

Il libro Manabé Shima di Florent Chavouet
Manabé Shima (in inglese: Manabeshima Island Japan) di Florent Chavouet, edizione Philippe Picquier

Non è poi così insolito visitare un luogo che abbiamo già visto in fotografia e trovarlo familiare. Tuttavia, era la prima volta che ne scoprivo uno conosciuto solo attraverso le illustrazioni, e devo dire che è stata un’esperienza a dir poco deliziosa. La continua scoperta di luoghi sottilmente familiari dona alla visita un aspetto quasi ludico: sono rimasta sorpresa che alcuni edifici mi fossero già noti, e mi è persino sembrato di riconoscere nei tratti delle persone che ho incontrato alcuni personaggi di Manabé Shima. Mi sono divertita a scoprire qui un dettaglio, là un insetto abbozzato nel libro.

Sotto i suoi toni leggeri, Manabé Shima è una miniera di informazioni sull’isola: il lettore può impararne la storia, riconoscerne gli edifici famosi, e leggerne della vita quotidiana, della cultura, della flora e della fauna. Visitare l’isola dopo aver letto il libro è come avere Florent Chavouet come guida privata.

Manabeshima: L’Isola dei Gatti

In Giappone sono ormai una dozzina le isole che si sono guadagnate il titolo di “isola dei gatti”, come Ainoshima a Fukuoka, Fukashima a Oita e, naturalmente, Manabeshima. I gatti amano quest’isola, dove il traffico è pressoché inesistente e la pesca offre loro cibo di prima scelta.

Gatti in strada
È l’ora della colazione per i gatti di Manabeshima

Abituata come sono ai gatti poco socievoli di Kyoto, uno dei primi gatti che ho incontrato sull’isola mi ha accolta in modo davvero adorabile: non appena l’ho chiamato si è precipitato verso di me quasi a chiedere di essere accarezzato.

Una ragazza accarezza un gatto
L’omotenashi dei gatti a Manabeshima | Foto di Tomoko Matsuo

Abbiamo poi incontrato molti altri gatti in ogni angolo dell’isola e soprattutto nella zona del porto. Ma non erano tutti così affettuosi; alcuni stavano sulle loro senza prestare attenzione alla nostra presenza, mentre altri ci osservavano da lontano, tanto curiosi quanto timorosi, seguendoci per i vicoli ma fuggendo appena ci avvicinavamo un po’ troppo.

Naturalmente, questi gatti sono ben lontani da quelli domestici: alcuni sono spauriti, poco puliti e mostrano gli effetti della vita in strada. Ti suggerisco quindi di avvicinarti lentamente, lasciare che annusino la tua mano prima di toccarli e ovviamente di non accarezzarli in modo aggressivo o cercare di prenderli in braccio.

Agli amanti delle isole, del mare interno di Seto e degli animali, non posso che consigliare anche un’altra isola molto più famosa che ho avuto la fortuna di visitare in passato: l’isola dei conigli di Okunoshima, a Hiroshima.

Cosa Fare e Cosa Vedere a Manabeshima

Manabeshima è molto più di un’isola dei gatti e un solo giorno non è abbastanza per scoprire tutto quello che si cela nei suoi 1.48 km2

Passeggiata Fotografica nei Due Villaggi di Pescatori

Questa piccola isola ospita ben due villaggi: Hon’ura (本浦) e Iwatsubo (岩坪). Si tratta di due villaggi di pescatori che, come spesso accade in Giappone, sono caratterizzati da vicoli stretti e tortuosi e da vecchi edifici: un paesaggio urbano che non potrebbe essere più pittoresco.

Ciò che rende i vicoli di Manabeshima così fotogenici è anche la presenza di molti edifici abbandonati. Negli anni ’70, l’isola contava più di 1000 abitanti, rispetto ai circa 200 di oggi, e sebbene questi edifici facciano la felicità dei fotografi amatoriali di haikyo (廃墟, la versione giapponese della cosiddetta “Urbex“, l’esplorazione urbana), essi sono anche simbolo della difficile situazione che l’isola (come molti altri villaggi rurali dell’arcipelago) si ritrova ad affrontare.

Hon’ura, il Cuore dell’Isola

Hon’ura è il più grande tra i villaggi Manabeshima e ne custodisce il porto principale, la scuola elementare, la scuola media e la maggior parte dei negozi e dei servizi pubblici.

Il porto di Hon'ura
Vista del porto e del villaggio di Hon’ura dalla strada che porta a Iwatsubo.

Il porto è il luogo migliore per osservare gli abitanti, sia felini che umani, alle prese con la propria giornata. La vita sull’isola è scandita dagli orari dei traghetti: il primo parte alle 8:09 del mattino, l’ultimo alle 17:28, per un totale di otto viaggi al giorno. La strada di fronte al molo è, senza dubbio, il luogo più animato dell’isola.

Avventurandosi nei vicoli verso l’interno dell’isola, ci si ritrova presto immersi in un labirinto di strade strette e tortuose fiancheggiate da case – per lo più abbandonate – e orti. A quanto pare, infatti, qui ognuno coltiva le proprie verdure. Il perché è presto spiegato: sull’isola e nei suoi piccoli negozi c’è solo lo stretto necessario e bisogna prendere la barca per raggiungere attività commerciali più grandi. Ma gli abitanti di Manabeshima hanno molto di meglio: del terreno fertile e un mare ricco di pesce.

Per quanto sia divertente esplorare l’isola lasciandosi guidare dall’istinto, sarebbe un peccato perdersi la scuola media di Manabeshima (笠岡市立真鍋中学校, Kasaoka Shiritsu Manabe Chugakko). L’edificio in legno, costruito nel 1947, è abbastanza rappresentativo dell’architettura scolastica giapponese dell’epoca, con un grande corridoio fiancheggiato da finestre da un lato e aule dall’altro (anche gli edifici moderni hanno mantenuto una disposizione simile). L’atmosfera che emana è meravigliosamente nostalgica, e una parte di me si è ritrovata a invidiare i bambini che hanno studiato lì, con la vista sul mare e i granchietti – onnipresenti intorno all’edificio, come ovunque sull’isola – da osservare durante la ricreazione.

L’altro edificio degno di nota a Hon’ura è il tempio buddista Enpukuji (円福寺), fondato dal monaco Kobo Daishi nel 795. Si trova a strapiombo sul villaggio di pescatori, offrendo una vista mozzafiato sui tetti circostanti. Le sue dimensioni sono modeste, ma una volta lasciato alle spalle l’intrico delle stradine del paese, la struttura sembra invitare il visitatore a prendere una boccata d’aria fresca.

Dal Porto alle Strade Scoscese di Iwatsubo

Situato a soli dieci minuti a piedi da Hon’ura e raggiungibile attraverso l’unica strada dell’isola, il villaggio di Iwatsubo deve il suo fascino particolare al suo sorgere sul fianco di una collina. I suoi vicoli non sono solo stretti, ma anche scoscesi, il che li rende ancora più invitanti da fotografare.

Il porto di Iwatsubo
Vista del porto di Iwatsubo sull’isola di Manabe.

Alcuni dei pendii sono così ripidi che, complice il caldo estivo, la salita ha richiesto sforzi considerevoli e la discesa una costante attenzione. Nonostante i numerosi corrimano, mi sono chiesta come gli abitanti più anziani riescano a cavarsela senza troppe difficoltà – domanda a cui ho trovato due risposte.

La prima è che l’abitudine di mantenersi attivi quotidianamente con questo tipo di esercizio contribuisce sicuramente a conservarsi in forma. La seconda risposta, invece, mi è apparsa in fondo a un vicolo prima di sfrecciarmi davanti a una velocità relativamente notevole: una specie di mini-auto monoposto, abbastanza stretta per intrufolarsi nelle stradine più tortuose, ma sorprendentemente potente nelle salite, considerate le sue dimensioni. Sono sicura che l’anziana signora che la guidava sarà arrivata fino a casa senza problemi! Non ho i dati ufficiali, ma credo che queste mini-auto siano il veicolo più comune su Manabeshima, nonché un’invenzione preziosa per l’autonomia degli anziani dell’isola.

Un vicolo stretto in discesa tra le case
Uno dei vicoli del villaggio di Iwatsubo a Manabeshima.

Mentre Hon’ura ha il suo tempio buddhista, Iwatsubo ospita il santuario scintoista Hachiman-jinja (八幡神社). Anch’esso si trova in alto, ma il bosco che lo avvolge blocca la vista sul paesaggio circostante. Si può raggiungere attraverso due ingressi, situati a pochi metri di distanza l’uno dall’altro lungo la strada principale e ciascuno costituito da un lungo viale di gradini segnato da portali torii e lanterne di pietra.

Salire questi gradini irregolari, dove la vegetazione sembra aver preso il sopravvento e dove pare che serpenti o insetti giganti possano apparirti davanti da un momento all’altro, è un’esperienza alquanto avventurosa. Sono ritornata all’infanzia e ho fantasticato di essere una giovane esploratrice che scopre un santuario segreto nel profondo di una foresta ostile. In realtà ci vogliono soltanto pochi minuti per raggiungerlo e il villaggio rimane a poca distanza, ma è innegabile che questo santuario sia avvolto da una potente energia. Quando ho rimesso piede in strada ero disorientata, come se stessi tornando da un viaggio in un mondo parallelo.

Eventi Tradizionali che Scandiscono la Vita di Manabeshima

La vita locale sull’isola di Manabeshima è scandita da vari eventi tradizionali e religiosi. I principali sono il festival Hashiri Mikoshi (走り神輿) a maggio, e gli spettacoli Kagura (神楽) a luglio.

Il Festival di Hashiri Mikoshi

L’evento più atteso dell’anno a Manabeshima si tiene durante la Golden Week all’inizio di maggio al santuario Hachiman. L’Hashiri Mikoshi Matsuri (走り神輿) è un festival shintoista in cui tre mikoshi (神輿), o santuari portatili, vengono trasportati di corsa per l’isola.

Il festival ospita anche esibizioni di Danza del leone e combattimenti rituali. Uno dei mikoshi viene addirittura issato su una barca da pesca decorata per l’occasione.

La Danza Rituale Kojin Kagura

Un altro evento strettamente legato al culto scintoista si svolge ogni anno a luglio: un corpo di ballo si esibisce in spettacoli di Kagura, un tipo di danza rituale le cui origini risalgono a tempi mitici.

Le date possono essere visualizzate su questa pagina (il sito è in giapponese).

Godersi le Attività Estive

Il nostro soggiorno è stato troppo breve e il desiderio di esplorare l’isola ci ha fatto scegliere di trascorrere il nostro tempo nei villaggi piuttosto che sulla spiaggia. Proprio di fronte al porto, la spiaggia si presta a diverse attività estive e molti visitatori si divertono a sfrecciare tra le isole sulle moto d’acqua.

Se vuoi goderti Manabeshima dalla spiaggia, l’opzione migliore è quella di prenotare una camera al Santora, che è accessibile in jet ski, taxi d’acqua, o direttamente dal sentiero che attraversa l’isola.

Guida Pratica a Manabeshima 

Non è necessario pianificare il proprio viaggio a Manabeshima in dettaglio prima di arrivare. Dopotutto, il piacere di visitare un’isola del genere sta proprio nell’esplorarla seguendo il proprio cuore, lasciandosi sorprendere.

Tuttavia, prima di imbarcarti per l’isola di Manabe ti consiglio caldamente di fare una ricerca sulle opzioni per il pernottamento e per i pasti. Dato l’esiguo numero di abitanti e la distanza dalla terraferma, non aspettarti di trovare negozi di souvenir, una grande scelta di ristoranti, e ancor meno un konbini (minimarket) aperto 24 ore al giorno. Ma non temere: siamo ancora in Giappone, quindi potrai sempre contare sui distributori automatici di bibite.

Dove Alloggiare a Manabeshima

Non avrai molta scelta per l’alloggio: ci sono in tutto quattro strutture ed è fortemente consigliato prenotare in anticipo.

Santora: un Ryokan Tradizionale Sulla Spiaggia

Il Santora (島宿三虎) – che i lettori di Manabé Shima riconosceranno perché è dove Florent Chavouet alloggiava durante il suo soggiorno – è l’unico albergo dell’isola. Questo ryokan situato letteralmente sulla spiaggia offre camere in stile giapponese con futon o letti.

L'hotel Santora che si affaccia sul mare
Il ryokan Santora

Prezzo: tra 11.000 e 21.000 yen a persona per una notte, inclusi cena e colazione.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale (disponibile in inglese).

Zenta Suite: una Casa Privata sul Porto

Noi abbiamo alloggiato alla Zenta Suite, una casa privata nella zona del porto. Si può prenotare l’intera abitazione così da godere della vista sul mare in completa privacy. Non avrai accesso alla cucina, ma i padroni di casa offrono una formula con cena e colazione inclusi.

Prezzo: tra 4500 e 5300 yen a persona per una notte. Cena e colazione hanno un costo aggiuntivo di rispettivamente 3000 yen e 1000 yen a persona.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale (disponibile solo in giapponese).

Inn the Camp: un Ostello con un’Atmosfera da Campeggio

I proprietari di Zenta Suite, Tamiko e Shinichiro, gestiscono anche l’ostello Inn the Camp, nel cuore di Hon’ura: un dormitorio con un’atmosfera da campeggio, l’opzione migliore se il tuo budget è limitato o se ami particolarmente questo tipo di alloggio.

L'interno di un ostello
Il dormitorio di Inn the Camp

 Prezzo: 3500 yen a persona per una notte. La cena ha un costo aggiuntivo di 3000 yen a persona.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale (disponibile solo in giapponese).

Ryoka: una Locanda e Ristorante a Hon’ura

Un’ultima opzione è quella di prenotare una stanza al Ryoka (漁火), una locanda senza fronzoli situata a Hon’ura. Questa può essere una buona soluzione se viaggi in gruppo o in famiglia, dato che avrai anche accesso alla cucina.

Prezzo: 12.000 yen per due persone per una notte, 5000 yen per ogni persona in più. La cena è disponibile per 5000 yen a persona; se si cena al ristorante, la tariffa notturna è ridotta a 10.000 yen per due persone per una notte, 4000 yen per ogni persona in più.

Le prenotazioni possono essere fatte solo per telefono allo 0865-68-3519.

Dove Mangiare a Manabeshima

La cosa più semplice da fare se si pernotta a Manabeshima è prenotare un alloggio che offre anche cena e colazione. Questo ti darà l’opportunità di assaggiare prodotti locali freschi (vale a dire: pesce, crostacei e altri frutti di mare) e ti eviterà in parte di doverti preoccupare del cibo.

Pesce e Frutti di Mare a Manabeshima: Funade e Ryoka

Funade (船出) serve principalmente piatti cucinati con il pescato del giorno, ma anche udon e ramen. A volte apre la sera, ma è necessario prenotare in anticipo e ci devono essere abbastanza clienti per garantire l’apertura. 

Prezzi: tra 1500 e 3000 yen per un piatto di pesce.

I giorni di apertura variano, si consiglia di prenotare allo 0865-68-3900.

Ryoka (漁火) è un altro ristorante di pesce e frutti di mare, che funge anche da locanda. È aperto solo su prenotazione e il menu parte da 5000 yen.

Le prenotazioni possono essere fatte solo per telefono allo 0865-68-3519.

Motoe Cafe: Curry e Cheesecake in un Ambiente Moderno

Per il pranzo avrai un po’ più di scelta, incluso il Motoe Café (モトエカフェ) che serve esclusivamente curry e cheesecake. Si trova nello stesso edificio di Inn the Camp ed è un’altra creazione di Tamiko e Shinichiro, parte del loro impegno di rivitalizzare l’isola. L’arredamento è piacevolmente moderno; io non ho provato il curry, ma ti consiglio di provare la loro cheesecake fatta in casa che è di gran lunga la migliore che abbia mai assaggiato!

Prezzi: menu fisso a pranzo: 1080 yen; cheesecake e bevanda calda: 580 yen; caffè: 380 yen.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale (disponibile solo in giapponese).

Un altro caffè, Otani (オータニ ) si trova nel villaggio di Iwatsubo, ma gli orari di apertura variano e durante la nostra visita era purtroppo chiuso.

Le Opzioni Sono Limitate, Specialmente per i Vegetariani

La dieta locale si basa principalmente su pesce e frutti di mare. Se sei vegetariano o vegano, ti consiglio di portare con te qualcosa da mangiare nel caso non riuscissi a trovare opzioni adatte alla tua dieta.

Un Incontro Inaspettato

Quando abbiamo visitato Manabeshima abbiamo prenotato presso il nostro alloggio solo la colazione, in modo da poter cenare in un ristorante la sera. Era un sabato sera di luglio… ma il ristorante Funade non avrebbe aperto solo per noi. Siamo andati così alla ricerca di un negozio di alimentari e siamo riusciti a trovarne uno che vendeva cup noodles. 

A nostra insaputa, stavamo per trascorrere i momenti più memorabili dell’intero viaggio. Il proprietario del negozio, comprendendo rapidamente la nostra situazione e in vena di conoscere gente nuova, si è offerto di “cucinare qualcosa” per noi. Un po’ sorprese ma anche contente, abbiamo accettato il suo invito e lo abbiamo seguito nella cucina adiacente al suo negozio. Assentandosi talvolta per servire i clienti dell’alimentari, ha iniziato a cucinare un numero incredibile di piatti a base di pesce e crostacei locali: sashimi di polpo, granchio, piccoli pesci fritti, pesce bollito… Un vero e proprio banchetto, proveniente interamente dalle acque che circondano Manabeshima! 

Una ragazza occidentale e un uomo giapponese sono seduti un tavolo uno affianco all'altra
Una foto con il signor Mineguchi, il nostro inaspettato padrone di casa | Foto di Tomoko Matsuo
Piatti di pesce e frutti di mare
Alcuni dei piatti che il signor Mineguchi ci ha preparato… a chilometro zero!

Mentre ci godevamo la cena, abbiamo parlato di molte cose, tra cui, naturalmente, la vita e la storia dell’isola. Il padrone di casa, originario di Manabeshima, ha ricordato i tempi in cui l’isola aveva ancora più di 1000 abitanti e la sua economia era basata sulla coltivazione dei crisantemi. L’isola di Manabe era allora coperta di campi di fiori, illuminati anche di notte. Negli anni, i campi sono scomparsi per far posto a una natura rigogliosa che sembra voler reclamare i suoi diritti su un’isola che si sta gradualmente svuotando dei suoi abitanti, partiti per trovare lavoro altrove.

Un granchio con il mare sullo sfondo
Manabeshima, più che l’isola dei gatti, è l’isola dei granchi.

Nonostante l’arrivo di alcune persone in cerca di una nuova vita sull’isola, a oggi Manabeshima conta poco più di 200 abitanti. Ciò che rimane dei campi di fiori sono soltanto alcuni orti privati, e anche i pescatori fanno fatica a vivere della loro attività. I gatti e gli edifici abbandonati fanno la felicità di escursionisti e fotografi, ma per i residenti di lunga data dell’isola, il declino demografico ed economico è una realtà difficile da accettare.

Come Arrivare a Manabeshima

Vale la pena incorporare la visita a Manabeshima in un itinerario nella zona di Setouchi. Puoi cogliere l’occasione per visitare le altre isole di Kasaoka, e scoprire Kurashiki (倉敷), Okayama (岡山), Tomonoura (鞆の浦), Onomichi (尾道) e naturalmente Hiroshima (広島) e Miyajima (宮島). 

Se non hai molto tempo per esplorare la regione, puoi anche fare una gita di due giorni e una notte (o addirittura programmare andata e ritorno in giornata) partendo da Osaka o Kyoto.

Due persone salutano in lontananza
Tamiko e Shinichiro ci salutano mentre la barca parte.

Dal porto di Kasaoka (笠岡港), i traghetti per Manabeshima partono e tornano otto volte al giorno, passando per altre tre isole – Takashima (高島), Shiraishijima (白石島) e Kitagishima (北木島).

Il traghetto regolare costa 1040 yen e impiega circa 1 ora e 15 minuti, mentre il traghetto espresso costa 1790 yen e impiega circa 45 minuti.

Informazioni dettagliate, orari e tariffe si trovano su questa pagina.

La città di Kasaoka è accessibile in treno tramite Japan Rail (JR). Dalla stazione Shinkansen di Okayama ci vogliono circa 40 minuti. Okayama dista 3 ore e mezzo da Tokyo (東京駅) con il treno ad alta velocità Shinkansen, e 50 minuti dalla stazione di Shin-Osaka (新大阪駅).

Maggiori informazioni sul sito dell’ufficio turistico di Kasaoka (disponibile in inglese).

Venire a Manabeshima, pranzare o prendere un caffè, e soprattutto fermarsi per una notte o più è attualmente il modo migliore per sostenere l’economia locale. Nonostante la sua reputazione di isola dei gatti, Manabeshima è ancora lontana dal conoscere gli effetti negativi del turismo di massa e i visitatori sono sempre i benvenuti.

Tradotto da Anna Toccoli

Clémentine Cintré

Clémentine Cintré

A settembre 2017, ho lasciato la Francia e il mio lavoro in un centro di danza contemporanea per trasferirmi in Giappone. Poco dopo, mi trovavo in una fattoria a Oita per scrivere il mio primo articolo per Voyapon, senza sapere che due anni dopo sarei diventata caporedattrice. Se visitate Kyoto ad agosto, probabilmente mi incrocerete a qualche festa mentre ballo il Bon Odori. Altre due mie passioni sono le isole e i gatti, perciò sono fortunata: il Giappone ha molto da offrire in questi due ambiti!

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