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Una delle maggiori preoccupazioni di chi viaggia per la prima volta in Giappone è: saprò cavarmela anche senza conoscere la lingua? Infatti, non solo il giapponese non ha alcuna somiglianza e parentela con le lingue occidentali, ma è anche scritto in maniera diversa. Conoscere un vocabolo non significa automaticamente saperlo riconoscere se lo troviamo scritto in kanji. Il timore di ritrovarsi “lost in translation” quindi è legittimo.

Fortunatamente, viaggiare in Giappone senza sapere il giapponese è fattibile. Richiede un po’ di preparazione in più prima di partire e magari impiegherete un po’ di più per qualsiasi operazione (quindi meglio non fare programmi dai tempi troppo stretti), ma negli ultimi anni le grandi città e le zone più frequentate dai turisti si sono attrezzate per essere più accessibili.

Frasi Utili in Giapponese durante il Viaggio

Se è possibile riuscire a cavarsela senza sapere il giapponese, di sicuro avere una minima conoscenza della lingua può essere utile e magari permetterci di fare qualche esperienza in più o gestire meglio e più velocemente certe situazioni.

Turista cammina per strada in Giappone
Viaggiare da soli in Giappone senza sapere la lingua? Si può fare, ma meglio conoscere qualche frase di base. Foto: Roméo Arnault

In questo articolo vogliamo suggerirvi delle espressioni semplici e dei vocaboli in giapponese che potrebbero servirvi durante il viaggio.

Espressioni generiche

Per cominciare, non possono mancare alcune espressioni di base adatte a diverse situazioni.

Sumimasen (すみません “Mi scusi”)
Una parola jolly. Può servirvi per rivolgere la parola a qualcuno, per introdurre una domanda, per attirare l’attenzione del cameriere, per scusarvi di aver urtato qualcuno nel treno. E anche per ringraziare di una cortesia ricevuta.

Wakarimasen (わかりません “Non capisco”)
Potete usarlo in generale, o nello specifico per dire che non capite il giapponese (nihongo wa wakarimasen; 日本語はわかりません) 

Wakarimashita (わかりました “Ho capito”)
Per confermare che avete capito quello che vi è stato detto. Vale anche come “d’accordo” o “va bene”.

Mō ichido, onegaishimasu (もう一度、お願いします “Ancora una volta, per favore.”)
Se non abbiamo capito qualcosa, con questa frase possiamo chiedere gentilmente di ripetere.

Eigo wa hanasemasuka? (英語は話せますか “Parla inglese?”)
È utile e cortese chiederlo prima di rivolgersi a qualcuno in inglese: non è scontato che la persona che abbiamo di fronte sappia parlarlo.

Daijōbu (大丈夫 “Tutto a posto”)
Per dire che va tutto bene e/o non avete bisogno di aiuto.

Ii desuka? (いいですか “Va bene?”)
Serve nei casi in cui non siamo sicuri se ci stiamo comportando nel modo giusto o se possiamo fare qualcosa. Per esempio, per chiedere se è possibile usare la carta di credito diremo kaado, ii desuka? Le persone potrebbero risponderci dōzo (“prego!”) per dirci che va bene, o nel caso contrario qualcosa come sumimasen, chotto… (“mi spiace, ma…”).

Chiedere indicazioni in giapponese

La cosa più utile quando non riusciamo a orientarci è sicuramente saper chiedere dove si trova il luogo che stiamo cercando. 

XX, doko desuka? (XX、どこですか “Dov’è XX?”)

Sumimasen, [toire], doko desuka? ("Scusi, dov'è [il bagno]?")
すみません、トイレ、どこですか。
・Achira desu. ("È da quella parte.")
あちらです。
・Arigatōgozaimasu. ("Grazie mille.")
ありがとうございます。

Alcuni vocaboli utili in questo tipo di situazione, da sostituire a [toire], potrebbero essere i seguenti:

erebeetaa エレベーターascensore
escareetaaエスカレーターscale mobili
deguchi出口uscita
iriguchi入口entrata
rejiレジcassa
ekistazione
basu-teiバス停fermata dell’autobus
bijutsukan美術館museo
oteraお寺tempio
Poliziotto giapponese sorridente
In Giappone non sempre troverete persone che sanno parlare inglese, ma spesso saranno comunque disponibili ad aiutarvi con un sorriso. Foto: Victoriano Izquierdo

Se vogliamo essere più specifici e chiedere se nei dintorni c’è il tipo di luogo o servizio che stiamo cercando, possiamo usare invece la seguente espressione:

Kono hen ni, XX arimasuka? (このへんに、XXありますか “C’è un XX qui vicino?”)

Sumimasen, kono hen ni [konbini] arimasuka? ("Scusi, c'è un konbini da queste parti?")
すみません、このへんにコンビニありますか。
・Hai. Koko massugu desuyo. ("Sì. Proseguendo dritto.")
はい。ここまっすぐですよ。
・Chikai desuka? ("È vicino?")
近いですか。
・Iie, chotto tooi desu. ("No, è un po' lontano.")
いいえ、ちょっと遠いです。

Alcuni vocaboli da usare al posto di [konbini] per indicare quello che stiamo cercando:

ee-ti-emuATMbancomat
chikatetsu no eki地下鉄の駅stazione della metropolitana
depaatoデパートgrandi magazzini
suupaaスーパーsupermercato
hoteruホテルhotel
yūbinkyoku郵便局ufficio postale
kōen公園parco

Di seguito, invece, alcune espressioni che un giapponese potrebbe usare per darvi delle indicazioni sulla direzione:

acchiあっちda quella parte
mukō向こうlaggiù, dall’altra parte
massuguまっすぐavanti dritto
migidestra
hidarisinistra
XX no chikakuXXの近くvicino a XX
XX no maeXXの前davanti a XX

Frasi utili per usare i mezzi di trasporto in Giappone

In Giappone vi capiterà sicuramente di usare treni e mezzi pubblici. Non sempre è facile capirne il funzionamento, quindi è utile saper chiedere delle informazioni per non sbagliare.

Passeggeri di varie nazionalità aspettano il treno in Giappone
È facile perdere l’orientamento nelle stazioni delle grandi città: non esitate a chiedere informazioni a qualcuno, anche se il vostro giapponese non è perfetto. Foto: Jezael Mengoza

Per chiedere se un mezzo va verso una certa destinazione:
XX ni ikimasuka? (XXに行きますか “Va a XX?”) 

Sumimasen, kore, Tōkyō ni ikimasuka? ("Scusi, questo va a Tokyo?")
すみません、これ、東京に行きますか。
・Hai, ikimasuyo. ("Sì, ci va.")
はい、行きますよ。
・Arigatōgozaimasu. ("Grazie mille.")
ありがとうございます
Sumimasen, kore, Tōkyō ni ikimasuka? ("Scusi, questo va a Tokyo?")
すみません、これ、東京に行きますか。
・Iie, Tōkyō wa nibansen desu. ("No, per Tokyo è al binario 2.")
いいえ、東京は2番線です。
・Arigatōgozaimasu. ("Grazie mille.")
ありがとうございます。
Biglietti del treno con scritte in giapponese
Uno dei maggiori ostacoli viaggiando in Giappone: non sapere decifrare la scrittura. Foto: Mak

Per chiedere quanto impiega un mezzo a raggiungere una determinata destinazione:
XX kara YY made, donogurai kakarimasuka? (XXからYYまで、どのぐらいかかりますか “Quanto ci vuole da XX a YY?”)

・Koko kara Shibuya made, donogurai kakarimasuka? ("Quanto ci vuole da qui a Shibuya?")
ここから渋谷まで、どのぐらいかかりますか。
・Chikatetsu de, jūgofun gurai desu. ("Circa quindici minuti in metropolitana.")
地下鉄で、15分ぐらいです。
・Sō desuka? Arigatōgozaimasu. ("Davvero? La ringrazio.")
そうですか。ありがとうございます。
chikatetsu de地下鉄でin metropolitana
densha de電車でin treno
shinkansen de新幹線でin shinkansen
basu deバスでin autobus
aruite歩いてa piedi
ichijikanー時間un’ora
juppun十分dieci minuti

Nel caso invece ci serva prendere il taxi, il modo più semplice per indicare all’autista dove portarci è questo:
XX made, onegaishimasu. (XXまで、お願いします “Fino a XX, per favore.”)

Frasi in giapponese utili al ristorante

Nelle grandi città o nei ristoranti più frequentati dai turisti, sono spesso a disposizione dei menù in inglese. In mancanza di questi, spesso quello in giapponese è corredato da foto e possiamo indicarle per ordinare. La stessa cosa, se ci troviamo in difficoltà, possiamo farla con le riproduzioni dei cibi in vetrina.
A volte capita però che il menù non sia comprensibile e che lo staff del locale non parli bene inglese. Inoltre, camerieri e commessi usano con i clienti un linguaggio dal registro onorifico, quindi più complicato da capire anche per chi mastica un po’ di giapponese.

Riproduzioni del cibo nella vetrina di un ristorante di sushi
Se proprio non riusciamo a comunicare, possiamo usare le riproduzioni di cibo in vetrina per indicare cosa vogliamo mangiare. Foto: Markus Winkler

Abbiamo raccolto una serie di espressioni e interazioni tipiche al ristorante, da usare come riferimento.

Nanmei sama desuka? (何名様ですか “Quanti siete?”)
Entrando in un ristorante, vi verrà posta questa domanda. Potete rispondere, a seconda di quante persone siete, con hitori (一人, una persona) futari (二人, due) san’nin (三人, tre) e così via, con numero + nin.

Gochumon wa, okimari desuka? (ご注文は、お決まりですか “Avete deciso il vostro ordine?”)
È l’espressione standard dei camerieri per chiedere ai clienti se sono pronti a ordinare.

XX, onegaishimasu. (XX、お願いします “XX, per favore.”)
Un modo semplice per ordinare i piatti che desiderate. La stessa espressione può servirvi se volete chiedere che vi portino qualcosa (il menù, un bicchiere, le posate, ecc.). E funziona anche per chiedere il conto: okaikei, onegaishimasu.

Osusume wa? (おすすめは?”Un consiglio?”)
Se siete indecisi su cosa ordinare, potete chiedere un consiglio al cameriere. È un ottimo modo per scoprire delle nuove specialità.

Gochūmon, okimari desuka? ("Ha deciso cosa ordinare?") 
ご注文、お決まりですか。 
・Hai. Ramen to biiru, onegaishimasu. ("Sì. Un ramen e una birra, per favore.") 
はい。ラーメンとビール、お願いします。 
・Ijō de yoroshii desuka? ("A posto così?") 
以上でよろしいですか。 
・Hai, ijō desu. ("Sì, a posto.") 
はい、以上です。 
・Kashikomarimashita. ("D'accordo, la ringrazio.") 
かしこまりました。  

Per chi soffre di allergie o segue una dieta vegetariana o vegana, è indispensabile saper chiedere gli ingredienti di un piatto o esprimere le proprie preferenze. Vediamo come farlo in modo semplice.

Kore, XX haitte imasuka? (これ、XX入っていますか “Questo contiene XX?”)

XX nuki de, onegaishimasu. (XX抜きで、お願いします “Senza XX, per favore.”)

Bejitarian nanode, XX wa dame desu . (ベジタリアンなので、XXはだめです。 “Siccome sono vegetariano/a, non posso mangiare XX.”)
Possiamo usare questa frase per dire che non mangiamo carne (niku 肉), pesce (sakana 魚), uova (tamago 卵), latte (miruku ミルク). Chi è vegano userà il termine biigan (ビーガン) al posto di bejitarian.
In caso di allergia, potete sostituire la prima parte fino alla virgola con Arerugii ga aru node (アレルギーがあるので… “Siccome ho un’allergia…”).

Per quanto riguarda le interazioni nei negozi, invece, potete consultare il nostro articolo dedicato alle espressioni utili per lo shopping in Giappone.

Consigli per comunicare più efficacemente in Giappone

Esistono anche delle ulteriori accortezze che possono aiutare a superare la barriera linguistica e migliorare la comunicazione.

Come suggerisce il buon senso, comportatevi in modo educato, rispettate le regole e rivolgetevi alle persone con un sorriso. Nessuno si aspetta che un turista straniero sappia parlare giapponese, ma gli abitanti locali saranno sicuramente meglio disposti se approciati con cortesia. Quando incontrate qualcuno che cerca di comunicare con voi in inglese, parlategli lentamente e con frasi semplici. Ricordate anche di non esagerare troppo con il contatto visivo.

Culturalmente, i giapponesi tendono a non esprimere un rifiuto in maniera diretta, quindi se li vedete indugiare dopo aver chiesto delle informazioni, può essere che non sappiano come aiutarvi ma non vogliano sembrare scortesi. Non insistete, ringraziate e provate a rivolgervi a qualcun altro.

Anche le nuove tecnologie ci vengono in aiuto per comunicare meglio.
Le app di traduzione sono migliorate molto negli ultimi anni e possono facilitare le cose per i viaggiatori. La app di Google Translate (per iOS e Android), per esempio, dispone di una funzione che traduce istantaneamente i testi stampati, semplicemente inquadrandoli. Torna molto utile quando si tratta di capire cosa c’è scritto su un cartello, o sull’etichetta di un prodotto.

Banalmente, lo smartphone può servirci anche a mostrare alle persone il luogo che vorremmo raggiungere, un oggetto che vorremmo acquistare o il cibo che vorremmo ordinare. Per questo è importante organizzarsi in modo da avere sempre a disposizione un collegamento Internet attivo.

Per viaggiare in Giappone non è necessario conoscere la lingua, ma imparare qualche frase di base è sicuramente utile. Farà una buona impressione sulle persone che incontrerete e vi darà la possibilità non solo di farvi capire o aiutare, ma anche di stabilire un contatto meno superficiale con la popolazione locale. E se vi sentite dire con tono stupito nihongo jōzu, anche solo dopo aver mormorato timidamente un arigatō, non preoccupatevi: si stanno complimentando con voi per il vostro giapponese!

Stefania Da Pont

Stefania Da Pont

Traduttrice e insegnante di giapponese, vivo in Italia ma mi sento a casa in Giappone. Bevo molto tè verde, leggo tanti libri, viaggio appena posso, colleziono bambole kokeshi e ceramiche giapponesi. Il karee raisu è il mio comfort food.

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